Entro il 2030 il fabbisogno di elettricità degli Stati Uniti potrebbe essere soddisfatto in gran parte dal fotovoltaico e dall’eolico. A sostenerlo è una recente analisi realizzata da un’équipe di scienziati dell’Università del Colorado di Boulder, in collaborazione con il NOAA.

La ricerca pubblicata sulla rivista specializzata Nature Climate Change ha utilizzato un complesso modello matematico per tracciare gli scenari energetici futuri del Paese. Secondo Alexander MacDonald, prima firma dello studio, nei prossimi 15 anni gli Stati Uniti potranno dotarsi di una rete elettrica basata prettamente sulle fonti rinnovabili. Un obiettivo che potrà essere raggiunto servendosi di tecnologie competitive già disponibili sul mercato.

Gli scienziati sostengono che l’intermittenza nella fornitura di energia elettrica tipica dei sistemi fondati esclusivamente sulle rinnovabili non sarà più un problema. Il territorio degli Stati Uniti comprende aree climatiche molto differenti: c’è sempre una regione in cui il sole splende e soffia vento a sufficienza. Per risolvere il problema dell’intermittenza basterà integrare le informazioni meteorologiche nel sistema energetico. Grazie a una rete di trasmissione diretta ad alto voltaggio le perdite di energia potranno essere ridotte notevolmente garantendo una fornitura costante alla popolazione.

Anche senza tenere conto della riduzione dei costi delle energie rinnovabili prevista nei prossimi anni, grazie a questo sistema le emissioni di CO2 degli USA entro il 2030 caleranno del 33% rispetto ai valori registrati nel 1990. L’elettricità costerà 8,6 centesimi per kWh a fronte dei 9,4 centesimi per kWh del 2012.

Tenendo conto della riduzione dei costi delle rinnovabili e dell’aumento dei prezzi del gas naturale la riduzione delle emissioni potrebbe sfiorare il 78%. Il costo dell’elettricità in questo scenario si attesterebbe sui 10 centesimi per kWh.

Alla COP21 di Parigi gli Stati Uniti si sono impegnati a ridurre le emissioni di gas serra di tutti i settori del 28% rispetto ai livelli registrati nel 2005 entro il 2025. Grazie a questo sistema energetico gli USA potrebbero ridurre le emissioni totali del 31% entro il 2030 effettuando investimenti soltanto nel settore elettrico.

Il modello messo a punto dall’Università del Colorado ha riscosso l’attenzione della comunità scientifica. A commentare i risultati dello studio è stato anche Mark Jacobson, ricercatore dell’Università di Stanford noto per aver messo a punto una roadmap per una transizione globale verso le energie rinnovabili. Secondo Jacobson questo studio dimostra che è possibile eliminare la dipendenza dalle fonti fossili senza far lievitare i costi dell’elettricità. Lo studioso fa notare che questi dati sono molto incoraggianti perché le proiezioni non hanno tenuto conto dell’importante apporto dei sistemi di accumulo.

28 gennaio 2016
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nicola, venerdì 29 gennaio 2016 alle21:55 ha scritto: rispondi »

ho sempre creduto nella validità ecologica ed economica delle rinnovabili come il fotovoltaico, pompa di calore ed inverter integrato e l'ho installati. Ora sto monitorando.Entro 6 mesi ritengo comunicare i risultati. Già un comune ottuso non mi favorisce impedendomi il solllevamento dei pannelli dalla falda del tetto. Cmq vedremo....Nicola.

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