Fa discutere la proposta del MISE di eliminare l’esenzione dal pagamento degli oneri di sistema applicata finora all’autoconsumo. Le politiche sulle rinnovabili del Ministero dello Sviluppo Economico lasciano perplessi gli operatori del settore. A insorgere nei giorni scorsi è stato il Coordinamento FREE, che riunisce 25 associazioni settoriali e si batte per promuovere le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica.

In una nota il Coordinamento FREE ha definito la decisione del Governo come l’ennesimo “colpo basso” alle rinnovabili. A preoccupare il mondo delle rinnovabili italiano non è soltanto la nuova normativa sui SEU, i Sistemi efficienti di utenza.

Il Governo starebbe ostacolando anche la diffusione dei Sistemi di distribuzione chiusa. La realizzazione degli SDC nei grandi edifici sarebbe stata resa più difficile introducendo una serie di vincoli. La questione era già stata sollevata dal Movimento 5 Stelle a luglio in un’interrogazione parlamentare. Nei giorni scorsi il MISE ha confermato la sua posizione sui SEU e sugli SDC bollando come immotivate le preoccupazioni degli operatori del settore.

Il Coordinamento FREE fa notare all’esecutivo che le tecnologie verdi sono sempre più competitive rispetto alle fonti fossili. Ostacolare l’ulteriore diffusione delle energie rinnovabili impedisce all’Italia di mantenere la posizione di vantaggio acquisita negli ultimi anni.

Le attuali politiche energetiche rischiano inoltre di far perdere al Paese un’importante occasione di crescita economica. Lo scorso anno infatti gli investimenti globali nelle rinnovabili hanno raggiunto la soglia di 329 miliardi di dollari, superando gli investimenti nelle fonti fossili a dispetto del crollo dei prezzi di petrolio, gas e carbone.

Nei prossimi anni le rinnovabili conquisteranno una fetta sempre maggiore del mercato energetico per permettere alle nazioni che hanno sottoscritto il patto sul clima alla COP21 di raggiungere gli obiettivi sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Il Coordinamento FREE si chiede cosa accadrà quando l’Unione Europea rivedrà le politiche energetiche e climatiche comunitarie:

Gli esiti della COP21 porteranno a innalzare a marzo l’obiettivo europeo al 2030 per le rinnovabili al 27% dei consumi, una percentuale che comporta che il 45-50% della domanda elettrica dell’Unione Europea diventi green tra 15 anni. L’Italia dovrà dunque riprendere la corsa delle rinnovabili, bloccata negli ultimi anni.

La nuova potenza fotovoltaica installata in Italia dovrà passare dagli attuali 300 MW a 900 MW all’anno. Il Coordinamento FREE reputa dunque incomprensibile la decisione del MISE di eliminare l’esenzione dal pagamento degli oneri di sistema sull’energia autoconsumata.

18 gennaio 2016
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