Puntuale come accade ogni mese il rapporto stilato da Terna fotografa il settore dell’energia in Italia. Dal nuovo documento sull’andamento di aprile emerge una riduzione pari al 2,5% dei consumi rispetto a quanto registrato nello stesso periodo dello scorso anno. A livello territoriale la variazione è risultata negativa in tutto il Paese: -3,2% al Nord, -2,5% al Centro e -1,2% al Sud. Il giorno in cui è stato consumato il maggiore quantitativo di energia è il 7 aprile, più precisamente alle ore 10:00, con 44.345 MW.

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A livello nazionale la produzione complessiva è stata di 20.347 GWh, con le fonti rinnovabili che hanno contribuito per il 42% della quota. Sempre prendendo in considerazione il confronto con l’aprile 2016, la produzione da rinnovabili è scesa del 10,6%, mentre quella termoelettrica è salita del 6,6%. Bene solo il fotovoltaico (+13,2%, 2.490 GWh), con l’idroelettrico invece in picchiata (-29,2%) e l’eolico che segue a ruota (-12,6%).

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Si tratta di oscillazioni dovute in gran parte alle condizioni meteo che hanno interessato la Penisola, ma anche ai nuovi impianti resi operativi dal rilevamento di dodici mesi fa: al termine dell’anno passato, si ricorda, in Italia erano stati posati pannelli e celle fotovoltaici per 369 MW aggiuntivi, il che spiega almeno in parte l’incremento.

Nel suo rapporto Terna sottolinea inoltre che nel mese di aprile l’energia elettrica richiesta in tutto il Paese è stata fornita per l’86,7% da produzione nazionale (al netto dei pompaggi) e per la quota restante da importazioni (saldo estero -11,8% rispetto allo stesso mese del 2016).

Nel documento si affronta un altro tema importante e delicato, quello legato all’impatto visivo e paesaggistico delle linee e delle stazioni elettriche. In un’ottica di sostenibilità ambientale, Terna continua nella sua opera di rimozione fisica delle linee obsolete o in disuso: nel 2016 ne sono state demolite per 290 Km, oltre 200 Km solo in Valtellina, arrivando a 903,8 Km nel periodo che va dal 2010 al 2016.

19 maggio 2017
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