Un Piano energetico nazionale che risolva finalmente il problema della «grave incertezza normativa in materia di rinnovabili». È la richiesta avanzata da Confindustria, secondo cui la semplificazione del quadro normativo rappresenta una condizione imprescindibile per la ripresa economica del Paese e l’aumento della sua competitività sui mercati internazionali.

Nonostante gli ambiziosi obiettivi europei al 2020 – ha dichiarato Giampaolo Galli, direttore generale dell’associazione degli industriali, nel corso di un’audizione alla commissione Industria del Senato – l’Italia sconta una grave incertezza normativa che ha determinato per alcune tecnologie lo stallo degli investimenti.

Il riferimento è ai settori delle reti energetiche, dei gasdotti e rigassificatori, ma soprattutto delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. Per quanto riguarda le fonti a basso tenore di carbonio, in particolare, Galli ha sottolineato che il governo dovrà ancora emanare, con scadenze temporali diverse, ben ventuno decreti previsti dal D.lgs. 28/2011, il cosiddetto “decreto Romani” sulle rinnovabili. Un quadro normativo troppo complesso e soggetto a continue attese e rivoluzioni.

Non va meglio, secondo il direttore generale di Confindustria,sul fronte dell’efficienza energetica, un settore che per gli industriali potrebbe creare 1,5 milioni di nuovi posti di lavoro, e garantire una crescita annua del Pil dello 0,4% fino al 2020. «L’efficienza energetica – ha precisato Galli – è lo strumento principale per conseguire gli obiettivi vincolanti previsti per la riduzione dei livelli di Co2».

La richiesta dell’associazione, dunque, è quella di un Piano nazionale, approvato il più presto possibile, che definisca con chiarezza i meccanismi incentivanti per rinnovabili ed efficienza, senza abolire i sussidi in vigore in questo momento. Il provvedimento, inoltre, dovrebbe fornire «un programma di medio-lungo periodo, essenziale per avere un quadro si riferimento normativo stabile nel tempo».

Essenziale, infine, che il nuovo Piano si occupi dello sviluppo delle reti di trasmissione dell’energia. «È fondamentale sviluppare ulteriormente le infrastrutture di rete – ha concluso il direttore di Confindustria – perché è il modo più efficace per contenere i costi, aumentare la sicurezza del sistema e favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili».

27 luglio 2011
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