L’ENEA è pronta ad affiancare le Regioni italiane nella predisposizione di un sistema di formazione per gli installatori di impianti di produzione di energia rinnovabile. La formazione, prevista dalla recente normativa europea e introdotta in Italia con il Quinto Conto Energia e il Decreto Rinnovabili, sarà obbligatoria per chiunque si occupi di fotovoltaico, biomasse, geotermia, solare termico e persino pompe di calore.

L’ente di ricerca italiano, per questo, ha messo a punto le linee guida del percorso di formazione che tutti gli installatori dovranno fare a partire dal 31 dicembre di quest’anno. Dal 2013, quindi, nessuno potrà salire sul vostro tetto a montarvi un pannello solare termico o fotovoltaico se prima non ha fatto il corso. Considerando che siamo ormai a fine settembre, e che i corsi non li fa l’ENEA ma i vari enti di formazione accreditati presso le Regioni, non è escluso che non si faccia in tempo.

Anche perché l’obbligo di formazione vale anche per chi si occupa di risparmio energetico degli edifici, il che aggiunge altre decine di migliaia di soggetti da formare. Compresi gli stessi formatori! Già, perché è previsto anche un “corso di formazione per formatori” al fine di uniformare la formazione in tutte le regioni italiane.

Chi potrà essere abilitato, al termine del corso, a installare rinnovabili e a fare risparmio energetico? I requisiti sono quelli già stabiliti dal DM 37/2008 per gli installatori dei normali impianti domestici:

a) diploma di laurea in materia tecnica specifica conseguito presso una università statale o legalmente riconosciuta;

b) diploma o qualifica conseguita al termine di scuola secondaria del secondo ciclo con specializzazione relativa al settore delle attività di cui all’articolo 1, presso un istituto statale o legalmente riconosciuto, seguiti da un periodo di inserimento, di almeno due anni continuativi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore;

c) titolo o attestato conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, previo un periodo di inserimento, di almeno quattro anni consecutivi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore;

d) prestazione lavorativa svolta, alle dirette dipendenze di una impresa abilitata nel ramo di attività cui si riferisce la prestazione dell’operaio installatore per un periodo non inferiore a tre anni, escluso quello computato ai fini dell’apprendistato e quello svolto come operaio qualificato, in qualità di operaio installatore con qualifica di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti di cui all’articolo 1;

Naturalmente i requisiti sulla laurea o il diploma sono alternativi e, altrettanto naturalmente, i costi della formazione professionale saranno a carico delle aziende.

Che gli installatori siano certificati è cosa buona e giusta, che il tutto sia così burocratizzato molto meno. Giusto per fare il solito confronto con gli Stati Uniti, possiamo ricordare che in America esiste la certificazione NABCEP (North American Board of Certified Energy Practitioners), considerata il “golden standard” per gli installatori.

Il questa sigla “Board” sta per associazione volontaria dei principali attori industriali dell’energia, quindi un soggetto privato che tiene in piedi anche grazie alle donazioni di altri soggetti privati (da 500 a 15.000 dollari l’anno).

Chiunque può tentare di ottenere la certificazione NABCEP: si prepara a casa, si siede a far l’esame e incrocia le dita. Se passa la prova scritta sale sul tetto e fa la prova pratica. Esistono anche enti di beneficenza, come la Homeboy Industries che si occupa del recupero di ex detenuti provenienti dalle gang di strada di Los Angeles, che preparano i ragazzi all’esame.

Il 60% degli alunni della Homeboy ha passato l’esame NABCEP fino ad oggi. Senza ENEA, senza enti di formazione accreditati alle Regioni, senza formazione di formatori, senza aver fatto un solo giorno di lavoro nel settore delle rinnovabili prima di allora. Ma una volta preso il certificato il lavoro non gli manca mai.

21 settembre 2012
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I vostri commenti
Eltcz Bottiglia, domenica 23 settembre 2012 alle19:36 ha scritto: rispondi »

Adesso che sono scappati i buoi ci si prepara a installare le porte di ferro? Sempre col solito sistema a delinguere; il 98% degli impianti fotovoltaici ed eolici non sono stati installati da personale abilitato. Nel legiferare i soliti delinguenti hanno fatto accortezza a questa omissione (l'obbligo di iscrizione nei registri ditte e artigianato con conseguente abilitazione riconosciuta dalla camera di commercio) Adesso il mercato è saturo e si cerca di estorcere agli abilitati. Magari assumento qualche nullafacente che divrebbe insegnare a persone con esperienza di mezzo secolo nel settore Elettrico.

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