Le energie rinnovabili, nel medio termine, continueranno a crescere. Nel periodo che va fino al 2017 potrebbero toccare il 5,8% annuo di crescita per raggiungere, proprio in quell’anno, i 6.400 TWh di energia prodotta (contro una produzione di 4.540 TWh nel 2011 e una crescita del 5% annuo nel periodo 2005-2011).

Sono i dati del Medium-Term Renewable Energy Market Report 2012 dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) che prevede un futuro abbastanza roseo per le rinnovabili ma anche molto variabile in base alla distribuzione geografica e alla tecnologia presa in considerazione. Energia fotovoltaica, solare termico a concentrazione, eolico, bioenergia, energia geotermica e oceanica avranno un incremento del 14,3% annuo nel 2011-2017. Meno del 16,2% di crescita registrato nel 2005-2011, ma sempre molto buono. Tuttavia, in termini assoluti di potenza, la crescita sarà molto più elevata: +530 TWh nel primo periodo, +1.110 TWh entro il 2017.

Il rapporto, poi, mette in luce come la crescita nei vari Paesi sia fortemente influenzata dal quadro normativo e da eventuali incentivi statali. E fa l’esempio del Giappone e dell’Europa, dove ci sono Italia e Germania in bilico. La IEA, infatti, ha stilato il rapporto prima che la Germania trovasse l’accordo sui nuovi incentivi al fotovoltaico. Discorso identico per i nuovi incentivi giapponesi.

Per quanto riguarda l’eolico, invece, a registrarne lo sviluppo maggiore saranno i Paesi emergenti. La Cina, ad esempio, nel periodo preso in esame avrà una crescita delle installazioni eoliche di ben 104 GW di potenza. L’energia dal vento, a livello mondiale, crescerà del 15,6% annuo ma questa crescita sarà per il 90% onshore e solo il restante 10% offshore.

Proprio l’eolico, dopo l’idroelettrico, nel 2017 dovrebbe rappresentare la fonte rinnovabile più diffusa (16,7% del totale) mentre le bioenergie dovrebbero toccare l’8,3%. Scarso sviluppo, invece, per energia geotermica e oceanica che rappresenteranno una piccolissima percentuale del totale della potenza installata.

Infine, la IEA rileva come le rinnovabili, almeno quelle che sfruttano le tecnologie più evolute e hanno l’efficienza maggiore, iniziano ad essere economicamente sostenibili anche senza incentivi statali.

6 luglio 2012
Fonte:
IEA
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