Rinnovabili: Australia raggiungerà il 100% entro il 2030

Cresce sempre di più in tutto il mondo la consapevolezza dell’importanza del ricorso alle rinnovabili. Proprio per questo motivo molti Stati stanno cercando di adeguarsi nella corsa a soddisfare il loro fabbisogno di elettricità facendo affidamento sulle fonti pulite di energia.

Anche l’Australia si inserisce in questa panoramica. I dati che si riferiscono a questo Paese mostrano come, entro il 2030, l’Australia potrebbe arrivare al 100% basata sull’utilizzo delle energie rinnovabili.

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A confermarlo è il rapporto messo a punto dai ricercatori della National University, che sottolineano come il fotovoltaico e l’eolico siano sempre più valorizzati per la riduzione delle emissioni. Secondo gli esperti l’Australia sarebbe in grado di installare fra il 2018 e il 2019 circa 10.400 MW di nuovi impianti basati sulle energie rinnovabili.

I ricercatori hanno specificato che entro il 2020 si potrebbe raggiungere il 29% dello sfruttamento delle fonti di energia a basse emissioni, nel 2025 il 50%, per poi arrivare alla quasi totalità entro il 2030. L’obiettivo è quello di raggiungere i traguardi stabiliti nel corso dell’Accordo di Parigi.

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Eppure fino a poco tempo fa non si prevedeva tutto questo rialzo. Ultimamente invece si assiste in Australia a un utilizzo esteso dei pannelli fotovoltaici sui tetti, specialmente delle imprese sia commerciali che industriali.

Tutte le prove secondo gli esperti indicano che l’Australia ha una grande capacità di diventare una super potenza basata sulle energie rinnovabili potendo contare su moltissimi benefici economici e a livello ambientale.

Bisognerà vedere soltanto come sapranno inserirsi in questa tendenza le forze politiche del Governo australiano, favorendo la convinzione dell’industria che non sia così difficile e costoso intraprendere una lotta decisa contro le emissioni di gas serra.

Inoltre resta da vedere anche su che cosa punteranno maggiormente gli investitori, se decideranno più per il solare o per l’eolico. I ricercatori che hanno elaborato il rapporto sostengono che, qualsiasi sia la tendenza, è bene cavalcare l’onda e non lasciarsi sfuggire un’opportunità molto importante.

10 settembre 2018
I vostri commenti
Michele Micciantuono, lunedì 10 settembre 2018 alle19:21 ha scritto: rispondi »

Salve, sono Michele, forse una di quelle voci di muti a cui non è permesso esprimere le proprie idee, perchè fuori dagli interessi di certe parti socio economico e politico. Si tratta di un male endemico forse solo italiano: - pochi sono i sapientoni a cui tutto è possibile, anche se poi i ponti vengono giù vergognosamente, gli inquinamenti si propagano impunemente, le energie scarseggiano e le poche rimaste ci stanno uccidendo,ecc. La filosofia più accreditata nelle file della politica è quella che: - se c'è la "mazzetta" l'opera si fa, se non c'è non si approva, specie se non viene da certi "circoli", logge o congreghe. Dovrebbe essere pacifica la convinzione che i risultati ottimali dipendono dalla quantità degli interventi, più che dalle quantità degli affari. La natura ci insegna tutto ciò e non si è mai sbagliata. E' fuori di dubbio che dobbiamo tutti ricorrere ai sistemi alternativi ed abbandonare quelli obsoleti e nocivi. E' altrettanto ovvio che neanche le iniziative parziali a macchia di leopardo, hanno dato risultati apprezzabili; la risposta qual'è:- BISOGNA INVESTIRE L'INTERO TERRITORIO NAZIONALE PER LO SVILUPPO DELLE PRODUZIONI ENERGETICHE SODDISFACENTI E DURATURE! L'eolico va bene,il fotovoltaico va bene, ma i risultati vanno male o sono talmente parzializzati che non soddisfano nessuno. Voglio, dopo questo prologo polemico, permettermi di chiedere al nostro Ministro: Le è difficile pensare che bisogna dare prevalenza ad un sistema alternativo al posto di favorire il prolificare degli interessi di certi gruppi di affari che, ruotando costantemente intorno alle Amministrazioni regionali e statali, accaparrano tutto, ivi compreso le finanze pubbliche, senza dare alla collettività alcun beneficio? Il mio parere personale bisogna favorire la gestione diretta delle iniziative pubbliche. I danari devono essere erogati, ma a consuntivi delle opere e dopo aver apprezzato la qualità. Personalmente penso che bisogna dare spazio all'eolico verticale e pensare di riutilizzare i tralicci dell'alta tensione sparsi sull'intero territorio nazionale. Con questo sistema si aprono orizzonti lavorativi, produttivi e controllabili molto più semplicemente di oggi. Pensi che il vento non presente costantemente sulle zone di favore di qualcuno, ma bisogna essere presenti sulle diverse zone nazionali per cogliere le occasioni che la natura ci regala ogni giorno. So che questo concetto può apparire folle, ma se viene meglio sminuzzato, anche tecnicamente, si arriva a capire la vera opportunità conveniente. Grazie

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