Rinnovabili, l’Arabia Saudita userà solo energia verde

L’Arabia Saudita punta ad alimentarsi col 100% di energie rinnovabili. Un annuncio che in pochi si attendevano da parte di uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio. Il nuovo orientamento dovrebbe prendere corpo in tempi molto lunghi, approssimativamente nei prossimi decenni.

Ricorso alle fonti rinnovabili, in particolare pannelli solari, per il futuro dell’alimentazione energetica saudita come obiettivo reso noto dal principe Turki Al Faisal Al Saud, fondatore della Fondazione Re Faisal e tra i portavoce principali del regno. Durante un simposio mondiale sull’economia in Brasile ha affermato come auspicasse che entro la fine della sua vita, attualmente ha 67 anni, le energie verdi alimentassero l’intero Paese. Un obiettivo sul quale lui stesso ha poi manifestato forti dubbi:

Il petrolio è molto più preziosa per noi nel sottosuolo che come fonte di alimentazione. Se potessimo arrivare al punto di rimpiazzare i combustibili fossili e utilizzare il petrolio per realizzare prodotti utili sarebbe molto utile per il mondo. Spero ciò avvenga prima della mia morte, ma non penso accadrà.

Il petrolio verrà utilizzato unicamente per produrre materiali plastici e polimeri, fermo restando l’interesse dell’Arabia Saudita ad assicurare le forniture di combustibili fossili diretti verso le altre economie mondiali. L’apertura verso un ricorso massiccio all’impiego di energie rinnovabili è ben accolto, seppur con alcune riserve, da Joss Garman, direttore politico di Greenpeace. Quest’ultimo nel commentare l’annuncio del principe Turki Al Faisal Al Saud invia al contempo un chiaro messaggio di critica verso l’operato del Cancelliere allo Scacchiere (il ministro delle finanze britannico) George Osborne:

Il fatto che l’Arabia Saudita si accorga dei benefici derivanti dal passaggio alle fonti energetiche pulite la dice lunga rispetto all’apparente miopia di George Osborne, ma quella saudita non sarà mai realmente un’economica verde finché non lascerà i suoi combustibili fossili nel terreno.

22 ottobre 2012
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