Per il gigante dell’elettronica Apple la Cina rappresenta un importante punto di riferimento. Non solo perché in questo Paese vengono assemblati i suoi prodotti, ma anche perché esso sta aprendo più che mai il suo mercato ai suoi articoli. L’approccio dell’azienda non è solo quello di prendere spazio in Cina, per conquistarne il mercato, ma anche quello di aiutarla nella strada verso uno sviluppo sostenibile.

L’azienda si è già unita al Paulson Institute’s Council for Sustainable Urbanization, che sta lavorando per dare alla Cina questa possibilità. Ora però vuole impegnarsi in modo diretto e su più fronti. L’intenzione è quella di veicolare e agevolare la transizione verso le energie pulite e per farlo ha già in mente e in via di realizzazione diversi progetti.

Un impianto solare da 40 MW nella Provincia di Sichuan è appena stato realizzato. Altri impianti per una potenza totale di 200 megawatt saranno realizzati nelle parti settentrionale, occidentale e meridionale del Paese. In tal modo si dovrebbe coprire il fabbisogno di 265 mila famiglie cinesi.

Apple si è prefissa come obiettivo anche la guida dei propri partner cinesi verso una maggiore efficienza energetica e verso la conversione delle fonti energetiche, utilizzate nella produzione industriale del colosso orientale, in fonti pulite. Darà supporto tecnico e assistenza affinché il progetto si realizzi.

La previsione è che di qui in avanti siano installati 2 gigawatt di potenza di energia verde che serviranno per alimentare l’industria cinese. La multinazionale Foxconn ha già in progetto di costruire 400 megawatt di energia solare, a partire dalla Provincia di Henan, entro il 2018, bilanciando completamente il consumo energetico che la fabbrica di Zhengzhou richiede per la produzione di iPhone.

Portando a termine i suoi programmi Apple potrebbe passare dall’87% attuale di energia utilizzata derivante da fonti rinnovabili ad un 100%, raggiungendo quello che sarebbe un primato in questo settore.

I calcoli parlano, con tutti questi interventi, di una riduzione pari a 20 milioni di tonnellate di gas serra entro il 2020, la stessa riduzione che potremmo avere se togliessimo dalla strada per un anno 4 milioni di macchine a combustibili fossili.

23 ottobre 2015
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