Le rinnovabili italiane nel primo trimestre del 2016 hanno registrato un calo del 25% delle nuove installazioni. A rivelarlo è l’Osservatorio ANIE Rinnovabili, che ha analizzato e commentato i dati raccolti da Terna tramite il sistema Gaudì. Il decremento osservato si deve alla minore potenza installata nel comparto eolico e nell’idroelettrico.

Rispetto ai primi 3 mesi del 2015 la nuova capacità eolica connessa, pari a 13 MW, è stata del 79% in meno. Un calo che si spiega in parte con il record di installazioni registrato a marzo del 2015, in parte con i lunghi iter burocratici necessari per la connessione dei grandi impianti. Senza dimenticare l’impatto delle moratorie contro l’eolico approvate in alcune Regioni.

Le nuove installazioni nel comparto idroelettrico sono calate del 44% rispetto al primo trimestre del 2015. Positivo invece il trend del fotovoltaico, che registra un aumento del 33% della nuova potenza installata e un incremento del 6% delle unità di produzione. A crescere sono stati soprattutto gli impianti con una taglia compresa tra i 20 e i 500 kW, che registrano un +126%.

Gli impianti di piccola taglia, con una fetta del 62% della nuova potenza installata, si confermano i più numerosi. Un dato che secondo l’ANIE testimonia un interesse crescente degli investitori verso l’autoconsumo e per i sistemi di accumulo.

L’analisi dell’ANIE evidenzia un maggior incremento di potenza in Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata e Molise. Rispetto all’ultimo trimestre del 2015 solo il fotovoltaico è in crescita, con un incremento delle installazioni dello 0,3%. L’eolico registra un crollo del 93% e l’idroelettrico del 71%.

ANIE Rinnovabili chiede al Governo di pubblicare al più presto sulla Gazzetta Ufficiale il decreto sulle FER non fotovoltaiche, approvato di recente dalla Commissione Europea. I bandi previsti per i registri e le aste hanno già accumulato un ritardo di 6 mesi. Il decreto permetterà di revisionare il contatore del GSE:

Le attese di proiezione sono di miglioramento sulla parte breve della curva e peggioramento sulla parte lunga.

La pubblicazione del decreto consentirà inoltre di conoscere e mitigare gli effetti del ritardo accumulato sugli investimenti, effettuati senza certezze sui nuovi incentivi. Sul fronte del fotovoltaico l’associazione dei produttori di energie rinnovabili auspica un confronto diretto con l’Autorità per l’Energia sui nuovi oneri generali di sistema a carico degli utenti non domestici.

6 maggio 2016
I vostri commenti
lombardi-cerri, sabato 7 maggio 2016 alle7:48 ha scritto: rispondi »

pensavano che la pacchia, tutta e solo italiana, delle rinnovabili poteva continuare all'infinito alle spalle dei cittadini?

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