Le energie rinnovabili tagliano un traguardo importante in Gran Bretagna, superando per la prima volta il carbone nel mix energetico nazionale. A rivelare il sorpasso delle fonti rinnovabili sul combustibile fossile è un rapporto ufficiale pubblicato ieri dal governo britannico.

Secondo le autorità governative per un intero trimestre l’energia prodotta dall’eolico, dal fotovoltaico e dalle biomasse è stata superiore a quella generata dal carbone. Le energie rinnovabili hanno fornito alla Gran Bretagna il 25% del fabbisogno di elettricità da aprile a giugno 2015.

Il record è dovuto a una serie di fattori, tra cui venti più forti, una migliore radiazione solare e una maggiore installazione di pannelli solari e turbine eoliche rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando le rinnovabili coprirono il 16,4% dei consumi di elettricità del Paese. L’energia solare prodotta nel Paese è più che raddoppiata. L’elettricità generata dall’eolico è cresciuta del 65% grazie alla costruzione di diversi grandi parchi eolici offshore.

L’elettricità prodotta dalle biomasse è aumentata del 26%. Il merito di questa crescita va soprattutto alla parziale riconversione a biomasse della centrale elettrica di Drax, passata dal carbone ai trucioli di legno. Il rapporto delle autorità britanniche rivela che il carbone e il nucleare sono in progressivo declino in Gran Bretagna, a causa della chiusura delle centrali più vecchie e inefficienti. Al contrario le energie rinnovabili sono in continua crescita.

La fetta più importante nel mix energetico britannico la ricoprono ancora le centrali elettriche a gas, a quota 30%, seguite dalle rinnovabili al 25%. Al terzo posto si piazza il nucleare che garantisce al Paese il 21,5% dell’elettricità, seguito dal carbone al quarto posto a quota 20,5%.

Le associazioni dei produttori di energie rinnovabili britannici hanno colto al volo l’occasione ricordando al governo che questi dati testimoniano il ruolo cruciale svolto dalle fonti pulite nel bilancio energetico del Paese. Maria McCaffery, ad di RenewableUK, ha criticato il governo per il taglio dei sussidi alle fonti rinnovabili, una misura che rischia di tarpare le ali al settore in un momento di grande ascesa.

Il governo britannico ha deciso di ridurre gli incentivi al solare dell’87% e di non concedere più sussidi agli impianti eolici onshore. Secondo l’esperta questa politica è destinata al fallimento. Nei prossimi anni risultati positivi come quelli appena diffusi dalle autorità britanniche diventeranno un miraggio per il settore. Le associazioni settoriali invitano pertanto il governo a fare marcia indietro e a tornare a sostenere attivamente il mercato delle rinnovabili per non perdere un’occasione importante.

Un portavoce del dipartimento dell’energia e dei cambiamenti climatici ha spiegato che il supporto del governo è stato fondamentale per abbassare i costi delle energie rinnovabili e rendere le nuove tecnologie più efficienti e competitive. Le risorse ora dovranno essere destinate ai settori che ne hanno maggiore necessità, continuando a perseguire la strada di un’economia a basse emissioni di carbonio. Parole che non sono servite a placare le polemiche. Le nuove politiche energetiche appaiono sempre più a favore di nucleare e shale gas.

Critiche feroci al cambio di rotta della Gran Bretagna sono arrivate anche dall’ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore, che ha accusato il governo britannico di trascurare i cambiamenti climatici tarpando le ali alle energie rinnovabili. Il governo si è giustificato parlando di scelte volte a soddisfare l’aumento dei consumi di energia, ma la domanda, stando ai dati diffusi dalle stesse autorità governative, risulta al contrario in calo del 2%.

25 settembre 2015
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Rinaldo Sorgenti, domenica 27 settembre 2015 alle17:09 ha scritto: rispondi »

Las fuorviante speculazione continua e si enfatizzano situazioni che, se analizzate, dovrebbero portare a ben altre valutazioni. Infatti, anche iul un periodo limitato e particolare come quello preso in considerazione, oltre il 72% dell'elettricità è stata prodotta dalle fonti convenzionali: Gas, Nucleare, Carbone e però si vuole cercare di fuorviare la comprensione al cittadino comune che spesso non conosce le relative tecnologie ed è portato a pensare che si potrebbero eliminare le fonti convenzionali, ... per fare un enorme passo indietro nelle misere condizioni di vita di un secolo fa, quando, appunto, l'elettricità era agli albori e solo nei Paesi che hanno potuto trovarsi in quella felice condizione. Insomma, chi è disposto a scommettere che nel prossimo semestre la condizioni sarà analoga od identica a quella descritta? Se si deve mettere in posta del denaro, sicuramente pochi! Ed allora, perché speculare in questo modo e non dire: Che quell'elettricità è possibile SOLO ed in quanto siano disponibili le altre fonti convenzionali che consentono di avere l'elettricità sempre e quando serve. Condizione che quelle Rinnopvabili (tranne l'idoelettrico) non possono garantire. E qual è il loro costo, comparato al costo medio mdelle fonti convenzionali: Nucleare e Carbone, che consentono all'industria di competere ed assicurare, lavoro, benessere e sviluppo, che le Rinnovabili citate per il momento NON possono consentire? Suvvia, un po' di corretta e migliore informazione non guasterebbe.

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