Nonostante le polemiche suscitate dall’approvazione del Decreto rinnovabili e dal ritardo nella definizione del Quarto Conto Energia, è indubbio che in Italia l’attenzione nei confronti delle energie rinnovabili sia sicuramente aumentata. Il motivo principale è stato sicuramente la preoccupazione che il disastro di Fukushima ha suscitato nei cittadini italiani, evento che ha addirittura costretto il governo italiano a ripensare al piano nucleare fortemente voluto dalla maggioranza.

Il risultato è stato una progressiva rivalutazione delle rinnovabili e la maggiore consapevolezza che le fonti di energia verde possono essere vantaggiose non solo per quanto riguarda il rispetto dell’ambiente ma, soprattutto, perché in futuro potrebbero costituire il settore in grado di offrire un grandissimo numero di posti di lavoro.

A conferma di queste supposizioni, è arrivata l’ufficializzazione dei risultati del nuovo Rapporto IREX 2011 (Italian Renewable Index) curato dalla società Althesys e condotto nel triennio 2008-2010.

Lo studio, presentato presso la sede del GSE (Gestore Servizi Energetici), ha voluto realizzare una “mappatura” degli investimenti nel comparto delle energie rinnovabili in Italia, delineando in questo modo le principali strategie finanziarie.

Secondo i risultati dell’indagine, il comparto delle energie rinnovabili, nonostante la crisi economica e le incertezze che hanno caratterizzato il quadro normativo nazionale, è in netta crescita. L’amministratore delegato di Althesys, Alessandro Marangoni, ha infatti affermato:

Abbiamo mappato solamente gli investimenti di taglio industriale, superiori al Mw in termini di dimensioni degli impianti da fonti rinnovabili, e quello che emerge dalle nostre analisi è la bellezza di 12,3 miliardi di euro (quasi lo 0,4% del Pil, N.d.R.) di investimenti nell’anno 2010 e 5165 Mw impiantati.

I vantaggi hanno anche riguardato i posti di lavoro, il cui incremento è stato davvero significativo. Contemporaneamente alla crescita del numero di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, infatti, il Rapporto IREX 2011 ha dimostrato che il comparto è riuscito a creare almeno 90.000 posti di lavoro, soprattutto per quanto riguarda il settore del fotovoltaico.

Se fattori quali la previsione di minore inquinamento, il sostanzioso contributo alla crescita del pil e, soprattutto, dell’occupazione, non riescono ancora a convincere politici e imprese a puntare in maniera decisa allo sviluppo e alla completa affermazione delle energie rinnovabili, cosa potrà mai essere necessario?

23 aprile 2011
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Diego Va, mercoledì 11 maggio 2011 alle10:59 ha scritto: rispondi »

Potrebbe essere un grande sostentamento alle persone che hanno perso il lavoro in questi ultimi anni/mesi ...

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