Rinnovabili, 500.000 nuovi occupati in Europa nel 2020

Entro il 2020, il settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica potrebbe assicurare mezzo milione di nuovi posti di lavoro in Europa. È il dato principale che emerge dall’ultimo aggiornamento del rapporto “Energy ‘R’evolution”, realizzato dal Centro Nazionale Tedesco per l’Aerospazio, l’Energia e i Trasporti (DLR) per conto di Greenpeace e di EREC (European Renewable Energy Council).

Secondo il dossier, già adesso le fonti rinnovabili coprono il 12,5% del fabbisogno energetico dell’Unione europea. Questa quota, con politiche e investimenti mirati, potrebbe raggiungere il 40% nel 2030 e il 90% nel 2050. In uno scenario del genere, le nuove opportunità di lavoro che si aprirebbero in Europa sarebbero eclatanti.

Perché questo accada, secondo Greenpeace ed EREC, è indispensabile che l’Ue si impegni a raggiungere obiettivi più ambiziosi in materia di energia verde e risparmio energetico. In particolare, le associazioni chiedono a Bruxelles di puntare, come target vincolante, al 45% di rinnovabili entro il 2030 e di cancellare tutti i sussidi al nucleare e ai combustibili fossili.

Una svolta che avrebbe importanti risvolti anche economici, come spiega Sven Tesk di Greenpeace International:

Ogni aumento di un euro del prezzo del petrolio costa oltre 400 milioni di euro al mese ai consumatori europei. L’Ue può dimezzare questa dipendenza entro il 2030 con più efficienza e più rinnovabili.

La “rivoluzione energetica” auspicata da Greenpeace e EREC avrebbe inevitabilmente un costo, ma gli autori del rapporto non hanno dubbi: l’investimento sarebbe compensato due volte dal mancato consumo di combustibili fossili per 3.000 miliardi di euro nel periodo 2011-2050. Anche l’Italia potrebbe fare la sua parte in questo cambio radicale di prospettiva.

Commenta Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia:

Le rinnovabili sono in Europa la fonte energetica che cresce di più, in gran parte grazie agli obiettivi europei che ci siamo posti. Stiamo arrivando però rapidamente a un punto di svolta. è possibile diminuire la dipendenza dai combustibili fossili con le rinnovabili e senza bisogno di andare a cercare il petrolio a mare. Abbiamo dunque bisogno di un fermo impegno europeo e politiche coerenti nei Paesi membri per proseguire sulla strada della rivoluzione energetica. In questo senso anche la Strategia Energetica Nazionale va corretta.

25 ottobre 2012
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