Rinnovabili: 200mila posti di lavoro e un terzo dell’elettricità in Italia

Le energie rinnovabili producono circa un terzo dell’energia elettrica che di consuma in Italia, oltre a garantire quasi 200.000 posti di lavoro. Lo dicono i numeri del GSE, presentati a margine di un convegno sul nuovo piano energetico della Regione Lazio. A parità di investimenti e nonostante la crisi, precisa il Gestore dei Servizi Energetici, le rinnovabili danno più lavoro di altri comparti energetici.

Nel 2012, ad esempio, 137mila persone hanno trovato lavoro nei nuovi impianti di energia pulita, mentre sono stati 53mila gli addetti a trovare impiego nella gestione di quelli già esistenti. L’investimento nelle rinnovabili, nello stesso lasso di tempo, è stato di 12,6 miliardi di euro. Una situazione che potrebbe però cambiare in seguito al calo degli incentivi.

Spiega Francesco Ferrante, di Green Italia:

Invece di tagliare gli sprechi, seguendo la linea di diminuzione programmata degli incentivi sul modello tedesco, l’Italia ha tagliato l’occupazione. Così, a causa dell’incertezza normativa, il costo degli investimenti continua a salire. Mentre i bilanci vengono ridotti in modo unidirezionale: per salvare il carbone del Sulcis, privo di ogni prospettiva di convenienza economica, si spenderanno 1,2 miliardi di euro in 20 anni.

Per riportare il settore a prospettive più rosee, secondo il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti si potrebbero usare meglio i finanziamenti europei, a cominciare dai 2,7 miliardi che saranno disponibili a livello regionale nei prossimi anni proprio per smart grid e rinnovabili.

4 aprile 2014
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