Le rinnovabili sempre più fonte di energia per l’Europa. La quota energetica dei Paesi UE cresce anche nel 2010 e si porta ad una media del 12,4% rispetto al totale. Costante l’aumento per le fonti verdi, che vedevano la loro partecipazione al mix energetico pari al 10,8% nel 2008 e all’11,7% nel 2009. Prime posizioni nella classifica dei maggiori consumatori per Svezia, Lettonia e Finlandia.

Rinnovabili in crescita secondo i dati resi noti da Eurostat, l’istituto di statistica europeo. Classifica generale dominata dai Paesi nordici con il 47,9% svedese, il 32,6 lettone e il 32,2% finlandese. Per quanto riguarda i Paesi del bacino del Mediterraneo spicca il comportamento del Portogallo che utilizza il 24,6% di energia prodotta da fonti rinnovabili. Quota più che dimezzata per l’Italia, che con appena il 10,1% si posiziona dietro a Slovenia (19,8%), Croazia (14,6%) e Spagna (13,8%). Bene anche l’Austria, che segna un ottimo 30,1%.

Fermi al 2009 i dati sulle rinnovabili della Francia, il cui ricorso alle fonti pulite in quell’anno si attestava al 11,9%. In coda alla classifica Malta con lo 0,4% mentre immediatamente prima troviamo Lussemburgo (2,8%), Regno Unito (3,2%) e Paesi Bassi (3,8%). Discorso a parte per quanto riguarda la Norvegia, fuori dall’area UE, che segna un importante 61,1% di ricorso alle energie verdi.

I dati diffusi da Eurostat rimandano inevitabilmente a quanto previsto dagli accordi per il ricorso alle fonti rinnovabili entro il 2020. Nonostante faccia segnare una percentuale del 24,6%, lo stesso Portogallo è ancora distante da promesso 31%. Discorso simile per le quote previste per Malta (10%) e Cipro, che dovrà passare dal 4,8% del 2010 al 13%.

19 giugno 2012
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