La riforma delle tariffe elettriche per gli utenti non domestici prevista dal Milleproroghe e formulata dall’AEEGSI non piace alle associazioni delle rinnovabili italiane, che criticano la decisione dell’Autorità per l’energia di premiare gli utenti più energivori e di penalizzare la produzione e l’autoconsumo di energia pulita.

Di recente anche Confartigianato ha mosso pesanti critiche alla riforma delle tariffe elettriche, accusata di penalizzare le piccole e medie imprese. Dopo aver passato al vaglio le 5 proposte dell’AEEGSI, l’associazione degli artigiani ha avvertito che il costo della bolletta elettrica delle piccole e medie imprese potrebbe aumentare fino al 12%.

ANIE Energia e Italia Solare si uniscono all’appello della Confartigianato, chiedendo all’AEEGSI di optare per un’ipotesi che non dirotti eccessivamente i costi verso le componenti fisse della bolletta per non colpire il fotovoltaico, la cogenerazione e il risparmio energetico.

Nello specifico l’ipotesi più conveniente per l’autoproduzione è la B3, in cui la la parte variabile del costo della bolletta, proporzionale all’energia prelevata, è dell’83,73%. Altre opzioni valide sono la C in cui la quota si ferma al 73,74% e la B2, in cui la parte variabile si attesta al 67,46%.

Gli utenti che producono energia rinnovabile verrebbero invece maggiormente penalizzati se l’AEEGSI adottasse l’ipotesi A, in cui la quota variabile è di appena il 34,92%. Le ripercussioni sarebbero pesanti anche per le piccole e medie imprese, come illustra su Quotidiano Energia Enrico Quintavalle, responsabile Ufficio Studi Confartigianato:

Per la micro e piccola impresa tipo dell’Indice Confartigianato, che presenta un rapporto tra consumo e potenza più basso della media l’ipotesi A farebbe crescere i costi del 12,1%: oltre il massimo del IV trimestre 2014, annullando di fatto l’effetto congiunto della riduzione del costo del Taglia bollette e del ribasso del prezzo dell’elettricità.

Confartigianato, ANIE Rinnovabili e Italia Solare premono affinché vengano adottate l’ipotesi B3 o la C. La B3 secondo le associazioni rinnovabili avrebbe un impatto minore sull’autoproduzione di energie rinnovabili, sulla cogenerazione e sull’efficienza energetica e favorirebbe i sistemi di accumulo.

Per quanto riguarda le ipotesi A, B1, B2 Anie Rinnovabili non ha dubbi e le ritiene controproducenti per il settore. Italia Solare chiede l’eliminazione della componente fissa per punto di connessione, perché essendo svincolata dalle scelte dell’utente viola il principio di responsabilizzazione del consumatore che sta alla base della transizione energetica.

L’associazione fa notare che la generazione distribuita non incentivata da fonte fotovoltaica nel 2015 è calata e che il mercato non tollererebbe altre penalizzazioni:

Ciò è la più chiara evidenza del fatto che i margini sono già oggi estremamente ridotti e al limite della sostenibilità per le nuove iniziative.

12 luglio 2016
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