La riforma delle tariffe elettriche approvata nei giorni scorsi dall’Autorità per l’Energia continua a far discutere. Secondo gli esperti di fonti rinnovabili le nuove tariffe non progressive disincentiveranno l’autoproduzione di energia solare, la cogenerazione e gli altri interventi per il risparmio energetico.

Anche i consumatori sono preoccupati dai rincari. L’eliminazione della tariffa progressiva di fatto premierà chi consuma di più e presenterà un conto salato a chi non spreca energia. Secondo le stime di QualEnergia con l’entrata in vigore delle nuove tariffe prevista nel 2018 a pagare di più saranno gli oltre 24 milioni di utenti che consumano meno di 2.700 kWh l’anno. I clienti che consumano meno di 900 kWh annui pagheranno fino a 117 euro in più rispetto a oggi. Gli utenti che consumano 2.700 kWh l’anno pagheranno 19 euro in più.

A risparmiare saranno solo gli utenti più energivori: chi preleva 6.000 kWh riceverà uno sconto sulla bolletta di 600 euro. Più contenuto, circa 42 euro, il risparmio dei clienti finali che consumano 3.200 kWh all’anno. Si tratta di appena il 18% degli utenti. Il restante 82% verrà penalizzato dalla riforma.

Il bonus energia secondo Federconsumatori allo stato attuale non è in grado di compensare i rincari previsti dalla riforma delle tariffe elettriche. Le famiglie più disagiate con consumi di energia bassi verranno penalizzate con rincari sulla bolletta di 80 euro. Il Governo ha in programma di intervenire sul bonus energia soltanto nel corso del 2016. A partire dal 1° gennaio 2016 la riforma delle tariffe elettriche inizierà progressivamente ad avere effetto. La transizione durerà 2 anni e si concluderà il 1° gennaio 2018 quando la tariffa progressiva scomparirà definitivamente.

L’associazione dei consumatori chiede al Governo di portare subito al 50% la percentuale di risparmio sulla bolletta garantita dal bonus energia alle famiglie in condizioni di disagio economico. La soglia ISEE per ottenere l’agevolazione inoltre dovrebbe essere abbassata a 10 mila euro.

L’Autorità per l’Energia dovrebbe poi impegnarsi maggiormente per pubblicizzare il bonus sociale, richiesto attualmente solo da 1 su 3 degli aventi diritto, circa 3,5 milioni di famiglie. Federconsumatori in una nota ha ribadito la sua contrarietà alla tariffa non progressiva:

Il superamento della tariffa progressiva penalizza gli utenti e incoraggia il consumo di energia elettrica prelevata dalla rete, energia prevalentemente prodotta da fonti non rinnovabili, disincentivando l’efficienza energetica.

Oltre ai clienti energivori a trarre i maggiori guadagni dalla riforma saranno le grandi utilities. Secondo le stime di Federconsumatori grazie alle nuove tariffe e agli oneri di rete trasformati in costi fissi gli introiti dei distributori aumenteranno di 3 miliardi di euro all’anno.

7 dicembre 2015
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