Arriva oggi alla Camera per l’approvazione definitiva il ddl di riforma delle agenzie ambientali, ovvero delle ARPA regionali, che effettuano controlli e monitoraggi sull’ambiente e il territorio e che finora hanno lavorato in maniera disomogenea da Regione a Regione, dando prestazioni di qualità differente al Nord e al Sud, per esempio.

Da molti questo viene considerato il terzo pezzo del puzzle insieme alla legge sugli Ecoreati e al Collegato Ambientale. Con l’approvazione di questa legge ci sarà una vera struttura in grado di tutelare dai crimini ambientali. La bontà delle azioni intraprese è dimostrata dal fatto che per esempio la legge sugli Ecoreati è già stata applicata più di mille volte da quando è entrata in vigore.

Il ddl è formato da 17 articoli. L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) viene preso come riferimento assoluto e si pongono i “livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali” (LEPTA) come base minima dalla quale partire per la qualità delle analisi. Come spiega Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente nonché primo firmatario del ddl:

Il principio di riferimento è sempre quello del “chi inquina, paga”. In questo contesto l’ISPRA, oltre al ruolo di indirizzo e coordinamento, è competente anche per la realizzazione e la gestione di un sistema informativo nazionale dell’ambiente: una banca dati aperta e accessibile a tutti i cittadini. Inoltre i laboratori di analisi ambientale saranno organizzati in una rete nazionale e accreditati.

Convinto della bontà del disegno è anche il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che lo considera uno strumento in grado di dare più “certezze agli italiani” e di uniformare e rendere più efficienti le valutazioni ambientali.

Il provvedimento è stato approvato anche dal M5S, anche se vengono rilevati dei punti sui quali sarà opportuno intervenire. Massimo De Rosa, esponente del movimento e membro della Commissione Ambiente, ha sottolineato:

A parte qualche pecca sulla ripartizione dei finanziamenti, che magari si potrà rivedere in sede di legge di Stabilità, e il fatto che vorremmo un ISPRA ancora più autonomo rispetto al governo, l’impianto nel suo complesso ci convince. Era giusto mantenere in vita il sistema delle ARPA, perché non aveva senso togliere le competenze alla Regioni. Ma è giusto anche coordinarle meglio per renderle più efficienti.

15 giugno 2016
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