Secondo il nuovo rapporto Eurostat, pubblicato proprio in questi giorni, i rifiuti prodotti nel 2008 in Europa (al netto degli inerti) sono stati 920.000.000 di tonnellate, una quantità che equivale a circa 1800 kg per ciascun abitante.

In base ai dati raccolti dall’Ufficio Statistico dell’Unione Europea, il 50% dei rifiuti sono attribuibili a diverse tipologie di attività economiche (dall’energia all’agricoltura) ma il primato spetta al settore manifatturiero e ai rifiuti domestici, responsabili della produzione, rispettivamente, di circa il 26% e il 23% dei rifiuti totali.

Ad aprire la classifica della produzione di rifiuti domestici sono, in particolare, Cipro (48%), Lituania (44%) e Malta (42%), mentre i paesi responsabili della produzione di maggiori quantità di rifiuti derivanti dai settori manifatturieri sono Finlandia (61%), Austria (52%) e Svezia (48%).

Non meno importante risulta però l’analisi dal punto di vista geografico. La classifica degli stati europei è infatti guidata dall’Inghilterra (143 milioni di tonnellate, il 16% del totale prodotto in Europa) seguita a pochissima distanza da Germania (129 milioni, 14%) e Francia (95 milioni, 10%).

Secondo Eurostat, le cifre subiscono però un repentino cambiamento se vengono invece valutati i rifiuti prodotti per ciascun abitante. Se, infatti, i più virtuosi risultano gli abitanti di Malta, Cipro e Repubblica Ceca (rispettivamente 970, 1040 e 1190 kg/ab), la maglia nera va a Estonia (8220), Finlandia (4350) e Austria (2750).

Per quanto riguarda infine l’Italia, nel 2008 sono stati prodotti circa 1564 kg di rifiuti a testa. Delle circa 94.000.000 di tonnellate (10% del totale prodotto in Europa), 35.000.000 sono riconducibili alla produzione domestica di rifiuti, 34.000.000 al settore manifatturiero e 31.000.000 a settori quali agricoltura ed energia.

19 settembre 2011
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