La percentuale di rifiuti tessili avviata al riciclo in Italia è ancora troppo bassa. Appena il 12% del totale conferito nei cassonetti viene infatti recuperato e riciclato. A sottolinearlo è Assosistema, associazione di settore che rappresenta le imprese produttrici di dispositivi tessili e medici e le aziende che si occupano di sicurezza sui luoghi di lavoro.

I dati sul riciclo dei rifiuti tessili in Italia sono stati presentati ieri a Roma, nel corso del secondo convegno Use&Reuse, promosso da Assosistema. Patrizia Ferri, segretario generale dell’associazione, ha spiegato che resta ancora molto da fare in Italia per il recupero delle materie prime tessili dagli indumenti usati e dismessi.

La maggior parte dei vecchi vestiti gettati dagli italiani finisce infatti in discarica. Insieme agli abiti ormai logori vanno sprecate però anche tonnellate di fibre tessili che potrebbero essere riutilizzate per altri scopi, diminuendo l’impatto della filiera dell’abbigliamento. L’associazione fa notare che i dispositivi tessili possono fornire materie prime a basso costo e ridotto impatto ambientale per il settore automobilistico, per l’arredamento, per la nautica e per la realizzazione di pannelli isolanti.

Secondo i dati diffusi da Assosistema ogni anno in Italia si producono complessivamente 25 mila tonnellate di prodotti tessili. Di queste solo una piccola percentuale viene recuperata a fine vita. Patrizia Ferri cita i dati sulla raccolta differenziata dei rifiuti tessili registrati nel 2012:

Nel nostro Paese sono state raccolte in maniera differenziata 99.900 tonnellate di rifiuti tessili, circa 1,6 Kg pro capite.

Una porzione irrisoria se confrontata con i dati sul consumo di prodotti tessili: ogni italiano consuma infatti mediamente 14 kg all’anno. Nel resto d’Europa il riciclo dei rifiuti tessili procede con una marcia in più. Mediamente ben il 68% dei rifiuti tessili viene recuperato e solo il 7% viene conferito in discarica. Tra i Paesi più virtuosi figura la Svizzera che riesce a riciclare la metà dei rifiuti tessili prodotti ogni anno sull’intero territorio nazionale.

Gli esperti sottolineano che nei prossimi anni l’Italia non dovrà farsi sfuggire l’occasione di recuperare una porzione sempre maggiore di rifiuti tessili puntando su un’economia circolare.

Una pratica che da sola potrebbe permettere di conseguire diversi benefici per l’ambiente e la salute pubblica, riducendo i costi dell’inquinamento industriale.

Assosistema spiega che il riciclo degli indumenti usati e dismessi riduce l’impatto del settore tessile sul riscaldamento globale di ben il 53%; taglia del 45% lo smog prodotto dall’industria tessile e riduce del 95% l’eutrofizzazione delle acque, un fenomeno causato dall’eccesso di nitrati e fosfati nei corsi d’acqua.

27 marzo 2015
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