Le tasse sui rifiuti sono più alte nelle Regioni italiane in cui il servizio di raccolta e smaltimento è carente. Mediamente le famiglie e le imprese italiane spendono 167,80 euro all’anno per il servizio di igiene urbana. È la fotografia impietosa scattata da una recente analisi di Confartigianato.

La maglia nera va al Lazio che con 220,32 euro all’anno per abitante ha la tariffa più alta registrata nel 2014, seguita dalla Liguria a quota 212,74 euro per abitante e dalla Toscana a 210,30 euro. Secondo le stime degli analisti se le tariffe delle Regioni più care si allineassero alla media nazionale i contribuenti italiani risparmierebbero complessivamente ben 760 milioni di euro all’anno. I cittadini che ora pagano un prezzo più alto per il servizio di igiene urbana risparmierebbero 31,52 euro pro capite.

A dispetto dei costi maggiorati il 45,9% dei cittadini laziali si dichiara insoddisfatto dei servizi erogati dalle municipalizzate e sostiene di vivere in un ambiente urbano caratterizzato dalla sporcizia. Il livello di insoddisfazione nazionale si attesta su una media del 28,1%.

I cittadini laziali pagano un prezzo più alto anche per la pulizia delle strade. Lo spazzamento e il lavaggio costa 42,48 centesimi a testa a fronte di una media nazionale di 22,39 euro. Il costo più basso per l’igiene stradale lo pagano i cittadini del Veneto che sborsano per il servizio appena 11,78 euro all’anno. La tariffa più bassa per i rifiuti si paga invece in Molise con una spesa pro capite annua di 116,28 euro. A seguire il Trentino-Alto Adige a quota 130,68 euro e il Friuli Venezia Giulia a 130,77 euro.

In quarta posizione troviamo la Lombardia e il Veneto, Regioni in cui la tassa sui rifiuti nel 2014 si è attestata sui 137,35 euro.

A livello nazionale lo studio della Confartigianato fa emergere un incremento delle tariffe per lo smaltimento dei rifiuti di ben il 22,6% negli ultimi 5 anni. Un trend preoccupante che purtroppo non corrisponde a un incremento della qualità dei servizi, reputati inadeguati da milioni di cittadini. In Europa nello stesso periodo l’aumento delle tariffe non ha superato il 9,8%. In alcuni Stati membri, come la Germania, si è registrato addirittura un leggero calo della spesa sostenuta dai contribuenti.

2 dicembre 2015
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