Oltre al danno la beffa. È l’esclamazione più adatta a commentare i dati sulle tariffe dei rifiuti in Italia. Le cifre, diffuse dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, rivelano che la tassa per lo smaltimento dei rifiuti è più alta proprio nelle regioni che stanno pagando un prezzo elevato per la scarsa qualità del servizio. I cittadini che pagano di più sono infatti i campani che mediamente sborsano 423 euro all’anno per la spazzatura. Le tariffe più basse si registrano invece nel Molise, dove la tassa sui rifiuti si attesta sui 199 euro annui. La città più cara è Cagliari dove ogni famiglia paga ben 533 euro all’anno. La meno cara è Cremona con 137 euro.

Nel 2014, con l’introduzione della TARI, mediamente ogni famiglia italiana ha pagato il 3,6% in più rispetto al 2013. Ma dai dati raccolti dall’associazione dei consumatori emerge che l’aumento, dal 2012 al 2014, è stato decisamente più alto. Per smaltire i rifiuti oggi i cittadini pagano mediamente il 16% in più rispetto al 2012. Non mancano poi casi limite come l’aumento del 47% dei costi di smaltimento registrato nell’arco di un solo anno a Enna. Un incremento delle tariffe che non è giustificato dal miglioramento della qualità del servizio e pertanto risulta ancora più oneroso.

Come ha sottolineato Tina Napoli, coordinatrice delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva, il Governo dovrebbe coinvolgere gli utenti nella valutazione del servizio, applicando finalmente il comma 461, art.2 della legge finanziaria 2008:

I consumatori italiani continuano ancora a subire, principalmente dal punto di vista dei costi, una gestione non armonizzata del servizio, la mancanza di adeguate forme di tutela e soprattutto un mancato miglioramento della qualità del servizio stesso.

infografica rifiuti

Secondo Cittadinanzattiva bisognerebbe ricorrere a strategie più incisive per la gestione dei rifiuti che coinvolgano sia le istituzioni che i cittadini. Le amministrazioni locali dovrebbero aumentare gli sforzi per applicare il principio suggerito dagli economisti, facendo pagare un prezzo maggiore a chi inquina di più.

28 novembre 2014
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