In Italia il problema dei rifiuti è una delle questioni più spinose e su cui tanto si discute negli ultimi tempi, ma il problema dell’accumulo di oggetti non più utilizzabili diventerà nei prossimi anni di interesse internazionale, specie per quanto riguarda lo spazio.

Anni di missioni spaziali, oltre allo sviluppo delle telecomunicazioni e dei servizi satellitari, hanno portato infatti a un accumulo dei cosiddetti rifiuti spaziali, ovvero di tutti quelle componenti come razzi, satelliti fuori servizio, parti di navicelle e altri elementi non più utilizzabili che, una volta finito il loro ciclo di sfruttamento, rimangono sospesi al di fuori dell’atmosfera terrestre facendo diventare lo spazio attorno alla Terra una vera e propria discarica orbitante, con notevoli rischi per gli astronauti che dovessero incrociare questi oggetti sulla loro orbita di volo.

Il problema è destinato a diventare sempre più pressante con il passare degli anni, ma una possibile e interessante soluzione sembra arrivare proprio dall’Italia, precisamente da un gruppo di studenti del Laboratorio di robotica spaziale della Seconda facoltà di ingegneria di Forlì-Cesena.

L’idea del team coordinato da Fabrizio Piergentili vede l’impiego di uno speciale spray anti-rifiuti, capace di favorire la pulizia dello spazio per mezzo di una particolare schiuma da spruzzare direttamente sul detrito che si vuole far sparire. Il funzionamento si basa sulla capacità di questa schiuma di indurirsi e di aumentare il proprio volume fino a dieci volte, tanto che un suo impiego renderebbe possibile creare un collegamento fisico tra l’oggetto da recuperare e il satellite da cui lo spray viene spruzzato, così da agevolarne il recupero.

Un secondo metodo di utilizzo spiegato dai responsabili del progetto sarebbe quello di spruzzare la schiuma direttamente sul detrito fino a farlo aumentare notevolmente di volume, in modo che l’oggetto, diventato più pesante, non sia più in grado di orbitare attorno alla Terra e venga risucchiato sul pianeta per effetto della forza di gravità. A quel punto, basterà che esso entri nell’atmosfera per venire bruciato e reso inoffensivo, esattamente come capita ai tantissimi corpi celesti che quotidianamente si scontrano con la Terra e che quasi sempre si vaporizzano prima di toccare terra per effetto dell’attrito con l’atmosfera.

Il progetto, chiamato “Redemption” (acronimo che sta per “Removal of Debris using material with phase transition – Ionospherical tests”), è stato scelto dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per essere sperimentato all’interno del programma “Rexus/Bexus”, che porterà lo spray anti-rifiuti a bordo di un razzo-sonda che sarà lanciato nel marzo 2012 dalla base svedese di Kiruna.

13 luglio 2011
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