Rifiuti: raccolta differenziata, nuovi posti di lavoro a Treviso

L’esempio di Treviso sulla raccolta differenziata è tanto virtuoso da esser stato citato nel Contratto di Governo siglato pochi giorni fa come modello da seguire in tutta Italia, ma ciò che finora non era noto è che oltre a consentire ai cittadini di risparmiare, ha permesso la creazione di nuovi posti di lavoro.

Si apprende che se prima c’erano 58 operatori della nettezza urbana, oggi se ne contano 86, un aumento dell’occupazione possibile senza inficiare negativamente sulle tasche dei residenti. Il modello del Comune di Treviso si basa sul principio del “Paga quanto produci”: con la raccolta porta a porta vengono prelevate a domicilio le diverse tipologie di rifiuto urbano più comuni (secco non riciclabile, umido, vegetale, carta e cartone, vetro plastica e lattine), che i cittadini gettano in appositi contenitori, messi loro a disposizione e contraddistinti da colori specifici.

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La tariffa viene applicata al singolo utente e viene commisurata all’effettiva produzione di rifiuti, incentivando i comportamenti virtuosi e rappresentando un fattore determinante nella riduzione della quantità dei rifiuti prodotti. Il 60% della tariffa è fisso, in base alla composizione del nucleo famigliare. Il restante 40% è variabile, a seconda di quanto scarto non riciclabile si produce.

Le differenze rispetto alle altre zone d’Italia sono significative. Si parla di una Treviso altamente efficiente su tal fronte, con ogni cittadino che produce circa 40-45 chili l’anno di rifiuti indifferenziati contro la media italiana di 270-300 chili l’anno, e di costi pari in media a 180-190 euro a famiglia contro i 300 euro circa del resto d’Italia.

25 maggio 2018
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