Spiagge italiane invase dai rifiuti in plastica. Questo il poco confortante quadro che emerge dall’indagine “Beach litter“, che Legambiente ha realizzato e curato avvalendosi del contributo di Novamont. Sono 29 spiagge italiane e 25 spiagge del Mediterraneo monitorate nell’ambito della campagna “Spiagge e Fondali puliti – Clean-up the Med 2015″, creata dall’associazione in collaborazione, oltre che con la stessa Novamont, con CIAL, Mareblu e Virosac.

Centinaia i volontari che hanno provveduto nel fine settimana appena trascorso a pulire le spiagge selezionate dai rifiuti. Un’attività che non ha previsto soltanto la pulizia dei territori campionati, ma anche l’individuazione della tipologia (composizione, quantità e grandezza; quest’ultima è stata valutata se maggiore o minore di 25 cm) di rifiuto rimosso e che ha visto questo week-end centinaia di volontari impegnati nel ripulire le spiagge dal nord al sud Italia. Come ha spiegato Legambiente:

Il campionamento su transetti di 100 metri di lunghezza di spiagge libere e ogni singolo campionamento ha tenuto conto del protocollo di monitoraggio messo a punto dal ministero dell’Ambiente e dell’ISPRA.

I rifiuti più comuni sulle spiagge italiane sono i “frammenti o resti” di plastica o polistirolo di dimensioni inferiori ai 50 cm, che rappresentano il 23% del totale. Subito dietro si trovano oggetti di uso comune come “bottiglie di plastica” destinate alle bevande (10,3%), seguiti da “tappi e coperchi in plastica e metallo” (6,9%), “strumenti per la pesca” (6,5%) e gli immancabili “mozziconi di sigaretta” (5,4%).

Scorrendo la classifica si trovano poi rifiuti da mancata depurazione come “cotton fioc, assorbenti, preservativi, deodoranti per WC e similari” (4,9%). Chiudono la classifica “stoviglie usa e getta in plastica” (4,8%), “materiali edili” (4%), “contenitori per detergenti” (3,8%), “bottiglie di vetro” (3,3%) e “confezioni di patatine e stecchetti per gelati e dolciumi” (1,9%). A questi dati si aggiungono due ulteriori voci incluse nei dati relativi agli altri Paesi del Mediterraneo, con il 7,3% di rifiuti composto da shopper in plastica e l’1,6% relativo al ritrovamento di siringhe.

Il dato di ritrovamento per l’Italia è stato di 17 rifiuti ogni 100 mq, con il nostro Paese posizionato all’incirca a metà nella classifica dei Paesi coinvolti. Maglia nera assegnata alla Turchia (33 rifiuti ogni 100 mq), seguita da Algeria (28) e Croazia (21). Migliori invece i risultati ottenuti da Tunisia (8), Grecia (4), Portogallo (3) e Spagna (2).

Rifiuti spiaggiati che causano crescenti danni agli ecosistemi, all’ambiente e alla fauna, come al turismo e all’economia. L’ingestione di rifiuti plastici è indicata come causa di morte per il 79,6% delle tartarughe marine, mentre a costante rischio sono anche uccelli e mammiferi marini. Come ha ricordato Serena Carpentieri, responsabile campagne di Legambiente:

Il monitoraggio sui rifiuti spiaggiati avrebbe dovuto essere svolto già dal 2015, così come previsto dalla Direttiva Europea Marine Strategy, e sarebbero dovuti essere pubblicati i risultati da parte delle autorità competenti. Ancora oggi non ci sono però dati disponibili e accessibili. Per questo abbiamo voluto ripetere, per il secondo anno, il censimento del problema, evidenziando come sia onnipresente su tutte le coste mediterranee e come siano urgenti e non più rinviabili le misure di prevenzione.

Troviamo infine assurdo che ancora oggi la stragrande maggioranza dei rifiuti deriva da un abbandono consapevole in loco (cicche, bottigliette e tappi ad esempio), testimoniando la totale indifferenza verso i notevoli impatti che questo comportamento ha sull’ambiente costiero e marino.

Queste le spiagge italiane incluse nel rapporto: Trieste, Genova, Ortona, San Benedetto del Tronto (Ap), Fermo, Porto Sant’Elpidio (Ap), Ancona, Anzio (Rm), Fiumicino (Rm), Pisticci (Mt), Policoro (Mt), Pozzuoli (Na), Pontecagnano (Sa), Eboli (Sa), Polignano a Mare (Ba), Brindisi, Ginosa (Ta), Trappeto (Pa), Pachino (Sr), Noto (Sr), Portopalo di Capopassero (Sr), Ragusa, Vittoria (Rg), Pisa, Orbetello (Gr) ed Eraclea (Ve).

25 maggio 2015
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