Che fine farà il legno degli albero caduti nella violenta nevicata che si è abbattuta su Roma nei giorni scorsi? Diventerà un rifiuto, esattamente come quello proveniente dalla manutenzione di parchi, cimiteri e giardini privati. Secondo la normativa nazionale, infatti, questo tipo di materiale legnoso deve essere considerato uno scarto e non una potenziale risorsa energetica.

Eppure, si tratta dello stesso legno ricavato da foreste e coltivazioni e usato come combustibile negli impianti alimentati a biomasse oppure, ancora, il legno è lo stesso presente, in altre forme, in molti dei materiali in uso per il riciclo creativo. Un paradosso inaccettabile secondo l’associazione Amici della Terra, che ha organizzato un incontro pubblico a Firenze (in programma domani, n.d.r.) per convincere le istituzioni locali e il ministero dell’Ambiente a cambiare le norme che classificano il legno come rifiuto.

Ad essere contesta, in particolare, sono le sanzioni previste per chi viola la legislazione di settore. Se un cittadino brucia nel camino un ramo di un albero del proprio giardino, rischia da tre mesi a un anno di carcere “e lo stesso vale per un amministratore che voglia usare in un impianto le potature e gli alberi caduti”. Come sottolinea la stessa associazione:

Secondo la legge italiana questa tipologia di legname deve essere infatti smaltita in discarica, costringendo la collettività a pagare un costo e rinunciando, allo stesso tempo, ad una importante risorsa – prosegue Amici della Terra – Gli Amici della Terra ribadiscono in modo fermo e assoluto il proprio no a normative penalizzanti l’ambiente ed il buon senso. L’obiettivo è quello di arrivare a una ridefinizione delle norme vigenti sensibilizzando le istituzioni locali e il ministero competente.

6 febbraio 2012
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