Calano gli imballaggi in legno raccolti e avviati a recupero: nel 2012, -6,2% rispetto all’anno precedente. Lo comunica Rilegno, il Consorzio nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno, sottolineando che il fenomeno riguarda anche altri materiali solitamente utilizzati per il packaging e la movimentazione di merci: acciaio, alluminio, carta, plastica, vetro.

In valore assoluto, lo scorso anno il consorzio ha gestito direttamente oltre 1 milione e 465.000 tonnellate di rifiuti legnosi in tutta Italia. Per la maggior parte (693.000 tonnellate) si è trattato di rifiuti da imballaggio, come pallet, cassette ortofrutticole e altri imballaggi industriali. Proprio questa frazione, però, è risultata quella in calo maggiore rispetto al 2011: -18% circa.

Alla base del fenomeno, spiega Rilegno, il calo dei consumi causato dalla crisi economica generalizzata. Non è un caso, tra l’altro, che nel 2012 siano calati anche gli imballaggi legnosi immessi al consumo: 2 milioni e 163.000 tonnellate fronte dei 2 milioni e 306.000 tonnellate dell’anno precedente.

Cala, in questo contesto di crisi generale, anche la richiesta di rifiuti di legno da trasformare, in special modo per produrre pannello truciolare). Nonostante questo, grazie al lavoro consortile, nel 2012 in Italia sono state avviate al riciclo oltre 1 milione 133.000 tonnellate di materiale giunto a fine vita, pari al 52% dell’immesso al consumo.

Di queste, oltre 837.000 tonnellate sono state destinate al riciclo meccanico, diventando quindi pannello truciolare, impiegato nella produzione di mobili, complementi d’arredo e rivestimenti. Una quota minoritaria ma interessante è andata alla produzione di pasta cellulosica per le cartiere, in sostituzione della fibra vegetale vergine, mentre altre piccole frazioni sono state destinate al compostaggio e a diversi impieghi in bioedilizia.

Il 9% degli imballaggi di legno immessi al consumo nazionale nel 2012, invece, è stato semplicemente riparato e riportato alla sua funzione originaria: una “seconda vita” che interessa soprattutto i pallet. Il 3,7% dell’immesso al consumo, infine, è stato avviato al recupero energetico, attraverso la combustione diretta per produrre energia, oppure la trasformazione in combustibile solido secondario.

Sempre in termini di recupero energetico, poi, Rilegno osserva che altre 350.000 tonnellate di rifiuti legnosi da imballaggio all’anno, pari al 20% dell’immesso al consumo, vengono destinate alla combustione domestica, per cui non finiscono nel computo dei rifiuti.

6 settembre 2013
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