Stanno per arrivare nuovi obiettivi comunitari, e quindi nuovi obblighi, per la raccolta differenziata dei rifiuti elettrici ed elettronici, meglio noti con la sigla RAEE. La settimana scorsa il Parlamento Europeo ha votato una risoluzione con la quale chiede al Consiglio di aumentare la quota di questi rifiuti che deve essere differenziata. La decisione del Parlamento fa seguito alla votazione positiva avvenuta in Commissione Ambiente a inizio ottobre del 2011.

Le nuove norme aggiorneranno la direttiva 2002/96/EC, in vigore dal 2003, aumentando le percentuali di raccolta differenziata obbligatoria per ogni stato membro fino alla soglia del 45% nel 2016 e del 65% nel 2019 di tutti i rifiuti elettronici immessi sul mercato nazionale. In alternativa gli stati potranno optare per la soglia dell’85% di tutti i rifiuti prodotti nel loro territorio.

Sono obiettivi ambiziosi, visto che attualmente solo un terzo dei rifiuti elettronici prodotti in Europa vengono correttamente differenziati e riciclati. Ma, secondo il commissario europeo all’Ambiente Janez Potočnik, è una sfida che va vinta:

«La decisione del Parlamento Europeo è una buona notizia per la salute dei nostri cittadini, la competitività dell’Europa e l’ambiente. In questi tempi di cambiamento economico, segnati da grandi sfide e prezzo in rialzo per le materie prime, l’efficientamento delle risorse è il punto in cui i benefici ambientali e nuove opportunità di crescita per l’industria europea si incontrano. Il flusso dei rifiuti di maggior rilevanza sotto questo aspetto è quello delle apparecchiature elettroniche. Oggi il Parlamento Europeo ha dato un grande impulso a questa politica, alzando l’obbligo della raccolta differenziata all’85% entro il 2019».

Se tutto andrà come previsto, le nuove norme dovrebbero entrare in vigore in ogni stato europeo entro il 2014. Difficile dire se l’Italia riuscirà a rispettare queste soglie di raccolta differenziata dei RAEE: nei giorni scorsi il Consorzio Ecolight, che si occupa proprio di raccogliere e differenziare i rifiuti elettronici, aveva tracciato un quadro in chiaro-scuro della situazione italiana.

Il direttore generale di Ecolight Giancarlo Dezio aveva brindato alle 12 mila tonnellate di RAEE raccolti in Italia nel 2011, mettendo però in evidenza come tra i rifiuti raccolti ci siano quasi esclusivamente i grandi elettrodomestici “bianchi” che i clienti portano ai negozi seguendo la nuova normativa dell'”Uno contro Uno”.

Mancano quasi del tutto, invece, gli elettrodomestici “grigi”: cellulari, lettori DVD, computer e, più in generale, quasi tutta l’elettronica di consumo. Eppure, come spiega lo stesso Dezio, anche questi elettrodomestici possono essere portati in negozio e smaltiti gratuitamente:

«Far conoscere al consumatore questa opportunità è il primo passo per raggiungere livelli importanti di raccolta. E il basso dato di raccolta dei piccoli elettrodomestici è il principale indice della scarsa conoscenza. Infatti, se per frigoriferi e lavatrici solitamente viene richiesta la consegna a domicilio con il ritiro del vecchio prodotto, non avviene così quando si tratta di frullatori o lettori DVD. La consegna non è automatica e il consumatore può portarli in negozio piuttosto che conferirli all’ecocentro del proprio Comune».

28 gennaio 2012
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