Migliora il sistema nazionale di gestione dei RAEE, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, ma diminuisce la quantità totale dei rifiuti raccolti. Lo si evince dal Rapporto annuale 2012 del Centro di Coordinamento RAEE, presentato oggi.

Da una parte i centri di conferimento di questi rifiuti speciali aumentano, passando da 3.522 a 3.767 (+9% rispetto al 2011), dall’altra i RAEE raccolti, scendono da 260.090.413 kg del 2011 a 237.965.563 kg nel 2012. Un calo, molto probabilmente, dovuto alla crisi economica che ha spinto gli italiani a comprare meno elettrodomestici e gadget elettronici e, di conseguenza, a tenersi quelli che hanno in casa.

Tuttavia, la media pro capite italiana è di 4 kg di RAEE conferiti per abitante, in linea con gli obbiettivi europei. Ma con forti differenze da Regione a Regione. Tutto il nord Italia, Valle d’Aosta esclusa, fa segnare un decremento della raccolta pur restando sempre sopra i 4 kg ad abitante. Sud e isole ancora fanalino di coda, ma crescono Puglia (+15%) e Molise (+11%) e la Sardegna resta sopra la media, con oltre 5 chili ad abitante. Il centro, infine, cresce un po’ tutto.

Guardando invece alla tipologia dei rifiuti elettronici raccolti, nel 2012 sono stati conferiti soprattutto RAEE del raggruppamento R3 (Tv e monitor), seppur in calo del 9,22%. Seguono il raggruppamento R1 (frigoriferi, congelatori e altre apparecchiature refrigeranti), che è sceso del 6,62%, e R2 (grandi elettrodomestici) che segna -12,74%. Perdono il 3,66% i piccoli elettrodomestici del raggruppamento R4. L’unica categoria con una crescita nella raccolta è la R5, lampade e sorgenti luminose: +7,72%.

I Centro di Coordinamento RAEE, infine, mette in luce un dato interessante:

L’aumento dei prezzi medi delle materie prime ha reso più appetibile il riciclo di materiali speciali, metalli preziosi e leghe metalliche contenuti nei RAEE. Questo ha alimentato un canale cosiddetto “informale” di smaltimento troppo spesso finalizzato esclusivamente al recupero delle materie prime di valore, senza particolari attenzioni agli impatti ambientali.

La conseguenza è un aumento delle quantità di RAEE che sfuggono alla gestione dei Sistemi Collettivi riuniti nel CdC RAEE, che prevede impegnativi target di riciclo, comprendenti il trattamento dei materiali più problematici (e più inquinanti) e meno redditizi.

La lotta al “canale informale” è uno degli obbiettivi perseguiti dal CdC RAEE da quando è nato, sei anni fa. Il suo presidente, Danilo Bonato, spiega così i dati relativi al 2012:

Questo è il primo anno in cui dobbiamo registrare una contrazione delle quantità di RAEE gestite dal sistema. A questo fenomeno ha certamente contribuito la crisi economica ma anche l’aumento dei RAEE che sfuggono alla nostra filiera per essere introdotti in ‘canali informali’ spesso poco interessati alla tutela dell’ambiente, ma piuttosto al valore delle materie prime, come acciaio, rame e schede contenute nei rifiuti elettronici.

Nonostante queste criticità, il CdC RAEE e i Sistemi Collettivi continueranno a lavorare con impegno e determinazione per mantenere alta la qualità dei servizi erogati.

19 aprile 2013
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