La cattiva gestione dei rifiuti continua a costare cara all’Italia. Oltre ai problemi legati al danneggiamento del territorio e della salute pubblica, arriva ora una nuova maximulta da parte della Corte di Giustizia UE. Il nostro Paese dovrà corrispondere una sanzione di 40 milioni una tantum, più un ulteriore importo di 42,8 mln per ogni sei mesi di ritardo nell’applicazione delle disposizioni volte a risolvere l’emergenza.

Secondo la nuova sentenza della Corte di Giustizia UE l’Italia risulta inadempiente a partire dal 2007, quando una prima decisione dei giudici dell’Unione Europea avevano condannato il Governo italiano per la mancata chiusura delle 218 discariche abusive o non a norma sul territorio nazionale. Di queste, sottolinea l’UE, 16 risultano contenere rifiuti tossici o pericolosi.

La Corte di Giustizia UE ha sentenziato contro l’operato italiano degli ultimi 7 anni, ritenuto deficitario e privo di azioni concrete e definitive per la risoluzione del problema. Se tuttavia il Governo italiano saprà porre in essere misure correttive efficaci l’importo finale da corrispondere potrebbe risultare ridotto.

Procedendo alla chiusura o messa a norma di ciascuna discarica contenente rifiuti tossici o pericolosi l’Italia vedrà ridotta la pena semestrale di 400 mila euro.

Qualora la regolarizzazione interessasse una degli altri siti tale riduzione ammonterebbe a 200 mila euro. Il nuovo importo da corrispondere verrà calcolato ad ogni scadenza semestrale, fino alla completa risoluzione del problema.

2 dicembre 2014
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I vostri commenti
Andrea, lunedì 12 gennaio 2015 alle16:54 ha scritto: rispondi »

Solita bellissima figura, ma forse qualcosa a livello europeo si è mosso

Silvano Ghezzo, mercoledì 3 dicembre 2014 alle1:20 ha scritto: rispondi »

L'Europa per farsi apprezzare dovrebbe cacciare e far pagare le multe ai politici ed ai gestori della "cosa pubblica" , non a tutti noi cittadini italiani, altrimenti ci fa sentire "cornuti e mazziati", altro che "orgogliosamente europei".

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