Il Consorzio Italiano Compostatori in un comunicato ha chiesto al Senato di stralciare l’art. 41 del Collegato Agricoltura al Ddl Competitività. La norma esclude gli sfalci e le potature provenienti da parchi e giardini urbani dalla disciplina dei rifiuti.

Il CIC fa notare che in Italia oggi questi rifiuti vengono smaltiti negli impianti di compostaggio alla modica cifra di 25 euro a tonnellata. Al momento non esiste una filiera alternativa più sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico. Se questi rifiuti dovessero essere destinati alla produzione di energia i costi per i cittadini lieviterebbero, a causa dell’erogazione di maggiori incentivi.

Inoltre sorgerebbero conflitti sulle competenze, perché non è ancora chiaro chi dovrebbe occuparsi del ritiro di sfalci e potature urbane. Senza dimenticare la perdita di addetti e il calo degli investimenti che si registrerebbero nella filiera dell’organico.

Nella nota il Consorzio denuncia la violazione da parte della norma della Direttiva Europea 98/2008 sui rifiuti, che esporrebbe l’Italia all’ennesima procedura d’infrazione.

Il CIC evidenzia inoltre l’alto impatto ambientale della nuova normativa, paventando uno smaltimento illecito dei rifiuti provenienti dalla manutenzione del verde urbano nei campi, insieme ad altri materiali inquinanti come metalli e plastica.

La norma è stata critica anche per la difficoltà d’interpretazione e applicazione da parte degli enti locali. Nella normativa vigente sfasci e potature urbane vengono trattati come rifiuti.

Perplessità condivise dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Il delegato ANCI Energia e Rifiuti Filippo Bernocchi teme un passo indietro nella raccolta differenziata:

La norma metterebbe a rischio la sostenibilità dell’intero sistema di gestione dei rifiuti organici urbani e introdurrebbe un elemento di grande incertezza che potrebbe dare origine a interpretazioni, contenziosi e/o provvedimenti sanzionatori e istruttorie penali nei confronti delle amministrazioni e dell’Italia.

Le due associazioni chiedono pertanto al Governo di applicare le nuove disposizioni solo agli scarti agroforestali, eliminando dal testo il riferimento a sfalci e potature urbane.

9 giugno 2016
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