L’emergenza rifiuti a Roma potrebbe portare l’Italia davanti alla Corte di Giustizia Europea. Al centro del “parere motivato” inviato dal commissario europeo per l’Ambiente Janez Potocnik è la discarica di Malagrotta, sito che si dava per chiuso entro giugno e che è costato agli enti locali della Regione Lazio il commissariamento.

Rifiuti che potrebbero costare cari non soltanto a Roma, ma che rischiano di portare l’Italia verso il deferimento da parte della Commissione UE. Potocnik ha indicato in due mesi il termine entro il quale il nostro Paese dovrà fornire una giustificazione scritta di quanto sta o non sta accandendo in merito alla questione. Chiaro il riferimento al mancato processo di pretrattamento dell’immondizia prima di giungere in discarica, più volte richiesto dall’Unione Europea:

La discarica di Malagrotta nella regione Lazio – si legge nella nota – contiene rifiuti che non hanno subito il pretrattamento prescritto e la Commissione è preoccupata in quanto altre discariche situate nella regione Lazio potrebbero trovarsi nelle stesse condizioni.

Rigettata quindi la giustificazione delle autorità italiane che avevano risposto all’UE affermando come i rifiuti venissero sminuzzati e triturati prima di essere interrati:

Il fatto di sminuzzare o frantumare rifiuti indifferenziati prima di interrarli non è sufficiente in quanto occorre un trattamento meccanico-biologico dei rifiuti per stabilizzarne il contenuto organico, processo atto a ridurre il possibile inquinamento.


Si attendono ora le risposte del Governo e del nuovo Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti Goffredo Sottile dopo quella che è a tutti gli effetti la seconda comunicazione ufficiale dell’UE su Malagrotta. La più probabile appare al momento l’ennesimo rinvio della chiusura della discarica, in attesa che venga approvato il progetto per il sito temporaneo di stoccaggio e si avvi in maniera decisa la raccolta differenziata a Roma.

31 maggio 2012
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