La Capitale è ancora in attesa di una soluzione al problema dei rifiuti, e in particolare di una strategia per l’incremento della raccolta differenziata. Per trovare delle risposte a un problema che rischia di esplodere da un momento all’altro, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha messo a punto, di concerto con gli enti locali, il cosiddetto “Programma Straordinario per Roma”.

L’obiettivo principale del piano strategico è quello di aumentare la percentuale di raccolta differenziata della città, portandola a livelli più prossimi a quelli fissati dalla normativa nazionale in materia (il 65% entro la fine del 2012, soglia confermata anche dal Piano regionale dei rifiuti della Regione Lazio del 18 gennaio 2012, che conferma gli obiettivi della legge nazionale.

Quella della differenziata – spiega il ministro – è una strada prioritaria per evitare l’emergenza rifiuti a Roma, visto che la discarica di Malagrotta avrebbe già dovuto essere chiusa e che la maggior parte dei sette siti individuati dalla Regione Lazio per nuove discariche sono soggetti a vincoli ambientali stabiliti dalle direttive europee e non derogabili.

Ma il Programma per Roma punta anche ad attuare politiche di riduzione a monte dei rifiuti, anche in collaborazione con il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) e i Consorzi di filiera. Per dar seguito a questi buoni propositi, Clini ha convocato tre riunioni tecniche nelle prossime settimane, il 4, il 5 e il 12 aprile.

Nel primo incontro, in particolare, saranno esaminati i dati della raccolta differenziata nel Comune di Roma, oltre a vagliare le proposte di miglioramento già avanzate. Si discuterà inoltre delle possibilità di credito agevolato per sostenere i programmi delle imprese della filiera del recupero e della possibile sperimentazione di un meccanismo di cauzione per alcuni contenitori di vetro, plastica o alluminio. Soddisfazione per l’approccio al problema da parte del ministro è stata espressa da Legambiente Lazio.

Finalmente si smette di parlare solo di discariche e si ragiona di differenziata, anche se comunque servirà una deroga agli obiettivi di legge che è tutta colpa delle scelte sbagliate di questi anni, del Comune e dell’Ama – commenta Lorenzo Parlati, presidente dell’associazione – Ora chiediamo di accelerare ancora sui tempi, il 50% al 2014 è anche lontano, se Roma passasse in sei mesi al porta a porta per fasi nei quartieri, potrebbe percorrere finalmente la strada dei tanti Comuni ricicloni italiani.

2 aprile 2012
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