Rifiuti a Roma, in arrivo cassonetti a scomparsa per l’immondizia capitolina. I nuovi contenitori saranno completamente interrati e si apriranno all’esterno unicamente attraverso uno sportello a funzionamento idraulico. Torneranno in superficie unicamente per lo svuotamento, azionato tramite un telecomando. Sono 13 quelli fin’ora attivati, mentre allo studio vi sarebbe l’allargamento ad altre zone della città. L’iniziativa è stata definita “innovativa” dai rappresentanti comunali, mentre Legambiente l’ha già bollata come “inutile e dispendiosa”.

Dopo settimane di discussione su dove smaltire i rifiuti prodotti da Roma, con i ripetuti scontri tra il ministro Clini e la presidente della Regione Lazio Polverini, la notizia dei nuovi cassonetti per l’immondizia ha preso un po’ alla sprovvista i romani. Ad inaugurare i primi 13 punti di raccolta in via di Villa Lucina (Municipio XI) l’assessore all’Ambiente Marco Visconti, il presidente dell’AMA Piergiorgio Benvenuti e l’Ad della società Salvatore Cappello:

Si tratta di un’innovazione tecnologica di estrema rilevanza – ha commentato Benvenuti – Importante sia per l’arredo urbano che per la sicurezza, visto che così si eviterà di vedere persone che rovistano nei cassonetti. Da qui a breve metteremo questo tipo di cassonetti anche a Mezzocammino.

Favorevoli anche il commento dell’assessore Visconti, che punta il dito anche sul possibile guadagno in termini igienici delle strade. Motivazioni che però non sono giudicate sufficienti dalla direttrice di Legambiente Lazio Cristina Avenali, che critica senza mezzi termini la scelta del Comune di Roma:

È una beffa. Il comune approva col ministero dell’ambiente il piano per la differenziata porta a porta e poi spende soldi per degli inutili cassonetti a scomparsa? Davvero l’Ama ha tempo e personale da buttare per progettare insulsi cassonetti sotterranei invece di attivare il piano per la differenziata?

E poi, questa trovata quanto è costata e quanto costerà di gestione e manutenzione? In un caso analogo a Reggio Emilia per servire 400 persone il costo era stato calcolato in 205.000 euro, dei quali 145.000 per l’attrezzatura ed altri 50-60 mila per la raccolta e manutenzione, un’assoluta follia

La stessa Avenali prosegue poi affermando come la stessa zona del Municipio XI è da tempo pronta per l’avvio della raccolta differenziata domiciliare, come dimostrano i risultati del porta a porta auto-organizzato da Legambiente. L’associazione sarà guardiano attento, conclude la direttrice per la Regione Lazio, critica per quello che giudica un “allontamento dagli obiettivi della legge del 65%:

Monitoreremo comunque il funzionamento dei cassonetti a scomparsa e siamo prontissimi a scrivere, al primo fermo, un bell’esposto alla Corte dei Conti per segnalare lo spreco di soldi pubblici. Sono scelte come questa che allontanano Roma dagli obiettivi di legge del 65%.

Basta con queste cose inutili, si fermino le altre ipotesi di cassonetti a scomparsa al Torrino Mezzocammino e non si sa dove e si investano i milioni di euro che i cittadini pagano con la tariffa solo per il porta a porta.

28 giugno 2012
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