L’emergenza rifiuti a Roma non è terminata con la designazione di Pian dell’Olmo. A confermarlo il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che torna a chiedere controlli rigorosi e capaci di offrire garanzie alla popolazione residente nelle zone circostanti. Il problema del sito individuato per la costruzione della discarica temporanea sono le falde acquifere, che secondo i comitati cittadini verrebbero esposte all’elevato rischio di contaminazione.

Le proteste sono scattate immediate subito dopo il vertice in cui il prefetto Sottile ha dichiarato Pian dell’Olmo come sito idoneo a risolvere la questione dei rifiuti nella Capitale e a consentire la tanto attesa chiusura definitiva della discarica di Malagrotta. Dissenso che ha portato i 17 sindaci della valle del Tevere, insieme con il primo cittadino di Monterotondo, a manifestare davanti Palazzo Chigi chiedendo un incontro, non avvenuto, con i rappresentanti del Governo.

Corrado Clini ha nel frattempo precisato, durante un’intervista a RaiNews24, come sia un pieno diritto dei cittadini di Riano e dei Comuni limitrofi chiedere garanzie riguardo il reale impatto dell’immondizia sulle falde acquifere locali:

Pian dell’Olmo è un sito che ha alcune criticità sulla sicurezza idrogeologica che devono essere superate, perci il progetto per un’eventuale discarica a Pian dell’Olmo dovrà garantire che non ci sia possibilità di contaminazione ambientale intorno alla discarica e che non ci sia contaminazione ambientale e della falda acquifera.

Sull’ipotesi di Pian dell’Olmo Clini ha poi tenuto a sottolineare come non sia un sito scelto dal Ministero dell’Ambiente, ma individuato e scelto dal prefetto Sottile. Detto questo, lo stesso ministro ha poi ribadito le condizioni poste dal suo dicastero per l’approvazione alla costruzione della discarica temporanea in sostituzione di Malagrotta:

Noi abbiamo fatto presente alle autorità competenti quanto avevamo già comunicato alle autorità competenti il 26 aprile: è un sito che ha alcune criticità sulla sicurezza idrogeologica che devono essere superate, perciò il progetto per un’eventuale discarica a Pian dell’Olmo dovrà garantire che non ci sia possibilità di contaminazione ambientale intorno alla discarica e che non ci sia contaminazione ambientale e della falda acquifera.

La seconda condizione riguarda l’esigenza di conferire in quella eventuale discarica solo rifiuti trattati, perché altrimenti si va contro le disposizioni europee e le leggi italiane. Qualora venisse conferito un rifiuto non trattato l’esercizio della discarica entrerebbe in una situazione di illegalità.

La terza condizione è che la discarica sia piccola, a dimensioni limitate, perché deve garantire il servizio nel tempo necessario per consentire a Roma di allinearsi agli standard previsti dalle leggi nazionali e dalla normativa europea, soprattutto per quanto riguarda la raccolta differenziata.

Corrado Clini ha infine escluso ogni possibile trasformazione di Pian dell’Olmo in discarica permanente, invitando a non diffondere notizie false che possano unicamente generare tensione e rilanciando nuovamente l’ipotesi di Monte Carnevale:

Se qualcuno immagina di costruire discariche alternative a Malagrotta per mantenere il sistema di gestione dei rifiuti che ha portato a questa situazione critica si sbaglia, perché questo è contro la legge e contro le direttive della Ue.

Contro Pian dell’Olmo si sono schierati anche alcuni esponenti del mondo culturale e scientifico come Dario Fo, Margherita Hack, Antonello Venditti e Lidia Ravera, mentre un parziale dietrofront sembrerebbe essere arrivato anche da parte del Sindaco di Roma Gianni Alemanno.

7 giugno 2012
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