La notizia era nell’aria da qualche giorno, ma ora è arrivato l’annuncio ufficiale: l’Unione europea ha avviato una nuova procedura di infrazione nei confronti dell’Italia a causa del protrarsi dell’emergenza rifiuti a Napoli. Nel dettaglio, il nostro Paese è accusato di non aver rispettati gli adempimenti previsti da una sentenza di condanna della Corte di giustizia europea del 2010.

La sentenza un questione, che era stata emessa in seguito a una prima procedura di infrazione aperta nel 2007, chiedeva all’Italia di realizzare una rete di impianti di trattamento che permettesse di smaltire i rifiuti campani in totale sicurezza per l’ambiente e per la salute pubblica. Una disposizione che, evidentemente, il Governo non ha rispettato

La regione Campania manca ancora di un’adeguata rete di installazioni per lo smaltimento dei rifiuti – si legge in una nota ufficiale dell’Ue ripresa dall’agenzia Reuters – Esistono problemi ricorrenti nella raccolta e gestione dei rifiuti a Napoli e in diversi altri Comuni della Campania, e circa 6 tonnellate di vecchie balle si trovano ancora in depositi temporanei.

Il rischio, adesso, è che l’Italia finisca di nuovo dinanzi alla Corte di giustizia europea, o che le vengano comminate nuove multe, se la situazione non dovesse migliorare in tempi brevissimi. La Commissione Ue, infatti, riconosce che c’è stato qualche progresso, rispetto alla sentenza del 2010, ma sottolinea che gli impianti necessari per la soluzione definitiva della crisi “sono ancora lontani dall’essere costruiti e i tempi forniti dalle autorità italiane sono spesso troppo vaghi“.

Lo Stato italiano avrà dunque due mesi di tempo per adeguarsi, e dovrà anche fornire una tempestiva risposta con le proprie giustificazioni. Se gli adempimenti non venissero rispettati nei tempi stabiliti, ci aspetta un nuovo deferimento alla Corte di giustizia e la possibile applicazione di sanzioni, il cui importo sarebbe stabilito in base alla gravità e alla durata dell’infrazione.

29 settembre 2011
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