È la ricerca a dimostrare ogni giorno di più che ogni scarto è una risorsa. È arrivato alla conclusione il progetto che ha permesso al consorzio europeo Biocopac di realizzare una vernice ecologica a partire dagli scarti dei pomodori, grazie ai finanziamenti del 7° Programma Quadro dell’Unione Europea per la Ricerca e lo Sviluppo Tecnologico. Ora il progetto prosegue con BiopacPlus, finanziato dal programma LIFE che ha come scopo quello di dimostrare come questa nuova vernice possa essere utilizzata nel packaging alimentare.

Il progetto iniziale è stato coordinato dalla SSICA (Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari) di Parma e vi hanno partecipato diversi centri di ricerca e piccole e grandi imprese di diversi Paesi europei. Angela Montanari, responsabile Dipartimento Imballaggi presso la SSICA, spiega che:

La vernice ottenuta su scala di laboratorio ha proprietà di resistenza chimica e di aderenza analoghe a quelle delle vernici tradizionali derivate dal petrolio. Abbiamo fatto analisi sull’idoneità al contatto con gli alimenti e i risultati sono stati positivi. Anche sulla formulazione della vernice abbiamo presentato una domanda di brevetto in fase di valutazione.

Tale vernice, che deriva dalla cutina, sostanza cerosa idrofobica contenuta nelle bucce dei pomodori, verrebbe posta all’interno dei barattoli in alluminio, che attualmente vengono utilizzati meno rispetto al passato e potrebbero così ritrovare un loro scopo; anche come stimolo alla sostenibilità e alla rielaborazione dei prodotti verso una maggiore sicurezza alimentare.

Attualmente le sostanze che vengono utilizzate sono resine epossidiche che derivano dal petrolio e che secondo molti studi scientifici rilascerebbero bisfenolo A negli alimenti che mangiamo.

Il petrolio è poi una fonte fossile, per cui se al suo posto si ricorresse ad uno scarto, che altrimenti verrebbe buttato, sarebbe possibile anche risparmiare notevoli quantità di CO2. Lo ribadisce la stessa Montanari:

Da una prima analisi sulle prove di laboratorio c’è anche una notevole riduzione di emissioni: 100 milligrammi di CO2 in meno per ogni scatola di pomodoro da mezzo chilo.

Scopo di BiopacPlus è arrivare alla realizzazione di “un impianto pilota semi-industriale con una capacità produttiva di 100 chili all’ora di bucce per l’estrazione della cutina”, come spiega Montanari. Da qui si partirà, all’interno di un consorzio costituito da partner tutti italiani, per arrivare ad una produzione su scala industriale, grazie anche all’interesse che molte aziende stanno dimostrando.

12 gennaio 2016
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