La NASA punta in alto, anzi, lontano. L’agenzia spaziale ha dichiarato di volere arrivare su Marte nei prossimi decenni, ma ci sono diversi limiti e difficoltà da superare. A cominciare dal budget, passando per alcune tecnologie per ora solo ipotizzate e non realizzate. Tra tutti questi “se” e “ma” ce n’è uno che però sembra essere risolvibile in modo green. Se l’ipotesi di andare su Marte diventasse reale il viaggio sarebbe molto lungo e servirebbero molti utensili e pezzi di ricambio che sono ovviamente difficili da reperire. Per ovviare a questo problema però sembra che la soluzione arrivi dal riciclo.

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Non si tratta di un riciclo classico però, ma di una forma “estrema” che sfrutta le molecole di scarto come l’anidride carbonica o l’azoto dell’urina. Con questi elementi si potrebbe creare, grazie ad un lievito particolare, una sorta di sistema biologico che gli astronauti possono utilizzare quando gli serve qualcosa di nuovo.

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Nello specifico serve trasformare i prodotti di scarto in azoto e carbonio, utili per far crescere i lieviti. Per l’azoto, i lieviti lo possono ricavare dall’urina umana; per il carbonio invece si sfrutta l’anidride carbonica della respirazione grazie a cianobatteri e alghe, che degradano la CO2 rendendola perfetta per i lieviti.

A cosa servono però i lieviti? Un esempio semplice, il lievito di Blenner è in grado di produrre poliestere che potrebbe essere inserito in una stampante 3D per produrre qualsiasi tipo di strumento. Ovviamente si parla di un futuro lontano, ma questi studi dimostrano come il nostro pianeta ci dia tutto il possibile e il necessario per ripartire e rinascere, anche se non ce ne accorgiamo.

29 agosto 2017
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