Riciclo pannelli solari, ANIE-GIFI: aziende in difficoltà

L’obbligo di garantire la riciclabilità dei pannelli solari sta causando non pochi problemi di carattere burocratico alle aziende del settore. È quanto sostiene ANIE-GIFI, precisando che il problema principale è rappresentato dalla scarsa chiarezza che ancora persiste sui requisiti che i Consorzi di recupero dovrebbero garantire.

Ma andiamo con ordine: dal luglio scorso, i produttori di pannelli fotovoltaici hanno l’obbligo di iscriversi a un Consorzio di recupero che garantisca lo smaltimento dei moduli a fine vita, pena l’esclusione dei loro prodotti dagli incentivi del Quinto Conto Energia. Una norma prevista dal Governo perché l’Unione Europea ha inserito anche i pannelli solari tra i rifiuti elettronici (RAEE) per i quali devono essere attivate delle filiere di raccolta differenziata e recupero.

Perché siano riconosciuti dalla legge, però, questi Consorzi dovrebbero garantire il rispetto di alcuni requisiti, in modo da assicurare il corretto smaltimento dei pannelli a fine vita. Il problema, lamenta ANIE-GIFI, è che questi criteri non sono ancora stati individuati, né tantomeno pubblicati. Una situazione che secondo l’associazione rischia di far minare la credibilità del settore agli occhi dei proprietari degli impianti fotovoltaici.

Denuncia infatti una nota ufficiale di ANIE-GIFI:

Molti soggetti responsabili, ovvero proprietari dell’impianto fotovoltaico – denuncia l’associazione – ricevono comunicazioni dal Gse con la quale la tariffa incentivante è approvata ma condizionata all’inoltro del certificato di adesione a un Consorzio conforme ai requisiti che non sono ancora stati resi noti.

Un problema, quello della scarsa chiarezza in materia di riciclo dei moduli a fine vita, che secondo l’associazione confindustriale non è la sola complicazione burocratica presente del Quinto Conto Energia, ma va ad aggiungersi ad altri problemi come l’introduzione del Registro obbligatorio per gli impianti di potenza oltre i 12 kilowatt.

Dichiara Valerio Natalizia, presidente di ANIE-GIFI:

Come se l’inasprimento della burocrazia con il registro per tutti gli impianti sopra i 12 kWp non fosse stata sufficiente, si è creata un’ulteriore paradossale barriera allo sviluppo del mercato fotovoltaico. Come operatori del settore ci impegniamo costantemente a fornire un servizio professionale e affidabile ai nostri clienti.

Per migliorare la situazione, ed evitare il fallimento o la delocalizzazione all’estero di aziende italiane del settore fotovoltaico, ANIE-GIFI e le aziende consorziate hanno elaborato una serie di proposte concrete, già trasmesse alle istituzioni competenti:

    Obbligo per i produttori di adesione a Consorzi/Sistemi per lo smaltimento dei moduli a fine vita a decorrere da almeno 30 giorni dopo la data di pubblicazione della lista degli stessi sul sito GSE, senza alcuna retroattività;
    Identificazione in maniera inequivocabile ed esemplificativa del “produttore” dei moduli fotovoltaici;
    Definizione delle operazioni che devono essere effettuate ai fini di un corretto smaltimento e riciclo;
    Sospensione della creazione di un database per la tracciabilità del prodotto poiché comporta particolari difficoltà gestionali e aumenti di costo;
    Redazione di un fac-simile di lettera che i Consorzi devono rilasciare ai propri consorziati affinché il soggetto responsabile non incorra nel rischio di rigetto della tariffa incentivante.

19 novembre 2012
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I vostri commenti
Mario Oz, martedì 20 novembre 2012 alle16:51 ha scritto: rispondi »

thò un problema inatteso: come riciclare la montagna di rifiuti che produciamo? non si è mai sentito un problema di riciclaggio nell'Occidente industrializzato: forse perché gli ecologisti sono dei rompiscatole inascoltabili!!!

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