Yingli Green Energy Italia ha aderito al COBAT (Consorzio Obbligatorio per le Batterie al Piombo Esauste e i Rifiuti Piombosi) per garantire la raccolta, lo smaltimento e il riciclo dei propri pannelli fotovoltaici a fine vita. La normativa nazionale in materia di incentivi per il fotovoltaico prevede infatti che i sussidi statali vengano riconosciuti solo se i produttori dei pannelli aderiscono a un consorzio di raccolta.

>>Leggi gli obblighi previsti per i produttori di pannelli fotovoltaici

L’adesione al COBAT, precisa l’azienda, vale solo per il mercato italiano e permetterà la totale tracciabilità dei moduli per tutta la durata del loro ciclo di vita. Yingli, riferisce una nota della società, ha scelto il COBAT perché ne condivide “valori etici e certificazioni in materia di qualità e ambiente”. A convincere l’azienda, inoltre, è stata la possibilità di contare su una rete di raccolta capillare e distribuita sull’intero territorio nazionale. Spiega Fabio Patti, managing director di Yingli Green Energy Italia:

Coscienza ambientale, sostenibilità e senso di responsabilità sono parte integrante della nostra etica aziendale da sempre e in tutto il mondo, valori senza bandiera che sono insiti nella nostra missione aziendale da sempre.

A proposito, invece, della decisione del GSE di prorogare di altri 3 mesi il periodo transitorio per l’adesione dei produttori di moduli ai consorzi di smaltimento, Yingli non condivide le critiche mosse da alcuni soggetti come il Comitato IFI. Aggiunge infatti lo stesso Patti:

Alcune aziende non hanno saputo sopravvivere al consolidamento naturale del mercato fotovoltaico, per mala gestione o scarsa conoscenza del settore, e non certo a causa della concorrenza dei produttori stranieri. Mettere in discussione le decisioni delle autorità italiane per i propri scopi è più che mai fuori luogo.

10 gennaio 2013
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