Schüco Italia, azienda specializzata nella produzione di sistemi HiTech per l’involucro edilizio ad alta efficienza energetica e per lo sfruttamento dell’energia solare, ha aderito al Cobat, il consorzio per la raccolta e il recupero delle batterie esauste che da qualche tempo ha avviato anche una filiera per il riciclo dei moduli fotovoltaici a fine vita.

Commenta Roberto Brovazzo, direttore generale dell’azienda padovana:

La gestione sostenibile e responsabile della fase di “end of life” dei moduli fotovoltaici non è certamente un aspetto trascurabile per un’azienda come la nostra, particolarmente attenta e sensibile al tema della salvaguardia ambientale. Aderire a un consorzio accreditato come Cobat costituisce un’ulteriore conferma dell’impegno di Schüco Italia lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla sua realizzazione allo smaltimento.

Del resto, dal 1 luglio 2012 l’accesso alle tariffe incentivanti previste dal Quarto Conto Energia è subordinato alla garanzia di un corretto smaltimento dei pannelli solari quando avranno terminato il loro ciclo di vita. Le aziende produttrici o importatrici devono quindi aderire a uno dei diversi consorzi nazionali di raccolta esistenti e fornire ai propri clienti un apposito certificato.

Il nuovo obbligo è scattato per ottemperare alla direttiva europea sui RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), che ha recentemente incluso proprio i pannelli fotovoltaici tra le categorie di prodotti che devono essere immessi in una filiera di raccolta e recupero.

Schüco Italia ha deciso di adeguarsi alla nuova regolamentazione diventando membro del Cobat, che a sua volta ha ha di recente siglato un accordo di programma con il Comitato IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane) finalizzato proprio a costituire la prima filiera italiana per la corretta gestione dei moduli fotovoltaici a fine vita.

4 luglio 2012
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