Le immagini al centro della comunicazione ambientale. Questo il messaggio che invia attraverso le sue opere Daniele Tamagni, fotografo milanese vincitore del World Press Photo nel 2011 nella categoria arts&entertainments. Fotografie raccolte nel libro “Materiale-Valore-Immateriale”, progetto promosso da Ecopneus, società no profit che svolge attività di riciclo e recupero degli PFU (pneumatici fuori uso).

Ragionare sulle ferite ambientali inferte al territorio per arrivare a un nuovo concetto di rifiuto, basato non sull’abbandono e il degrado, ma sui concetti di recupero, riciclo e riuso. Un “viaggio fotografico” che vuole centrare l’obiettivo sul rinnovamento del linguaggio relativo alla comunicazione della sostenibilità ambientale. La presentazione del volume è prevista per l’11 dicembre a Milano, in concomitanza della quale si potrà visitare la mostra allestita con le stesse immagini incluse nel libro voluto da Ecopneus.

Come ha sottolineato nella sua prefazione Stefano Trasatti, coordinatore del Premio “L’anello debole”, riconoscimento assegnato ai migliori video e audio cortometraggi a forte contenuto sociale e ambientale:

L’immagine diviene l’arma contro i crimini ambientali. È il percorso di un oggetto che deturpava il paesaggio verso una nuova funzione vantaggiosa per tutti; il passaggio dall’incuria e dall’illegalità alla possibile condivisione di abitudini rispettose per le nostre e le future generazioni.

A scrivere l’altra prefazione è stato Marco Gisotti, direttore del Green Drop Award, sottolineando come il fattore visivo rappresenti un elemento chiave nella narrazione storica:

Raccontare la nostra storia passata e immaginare quella futura è anche un fatto visivo. Quello di Daniele Tamagni è il racconto fotografico di una storia possibile, che sta accadendo e che sta riscrivendo, anche culturalmente, i confini della società del futuro.

Parlando infine di comunicazione ambientale lo stesso Gisotti sottolinea un ultimo importante aspetto:

Occorre una capacità di narrazione più immediata, una foto, magari, che riassuma tutto e ci aiuti a proiettare il nostro immaginario nel prossimo secolo.

9 dicembre 2014
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