Riciclo dei pannolini, al via il primo sistema in Italia
Il 3% dei rifiuti urbani prodotti ogni anno in Italia è costituito da prodotti assorbenti per la persona: pannolini, assorbenti igienici, prodotti per l’incontinenza. Si tratta di materiali non riciclabili, che finiscono inesorabilmente in discarica o negli inceneritori. Per ridurre l’impatto di pannolini e simili si possono scegliere i pannolini lavabili, ma non tutti hanno il tempo e le energie necessari per convertirsi al lavabile. Come fare, allora per ridurre l’impatto di questi materiali?
Pampers, il Centro Riciclo Vedelago (TV) e il Comune di Ponte nelle Alpi (BL) hanno deciso di avviare il primo sistema sperimentale italiano di raccolta e riciclo dei pannolini usati. I materiali raccolti dovrebbero essere sottratti alle discariche e trasformati in arredi urbani e altri oggetti in plastica.
L’obiettivo è quello di avviare l’intera filiera del recupero dei prodotti assorbenti per la persona, dalla raccolta differenziata alla trasformazione in nuove materie prime. I soggetti coinvolti nell’iniziativa sperano di inaugurare il nuovo sistema nel settembre 2012, presso il Centro Riciclo Vedelago.
A regime, il sistema servirà circa 400.000 persone, residenti principalmente nelle province di Treviso e Belluno, a cominciare dal comune di Ponte nelle Alpi, che vanta una percentuale di raccolta differenziata dell’88%. L’amministrazione comunale porterà avanti il progetto in collaborazione con il Centro Riciclo Vedelago e la Fater spa, l’azienda che produce e commercializza i pannolini Pampers in Italia.
All’interno del Centro, il particolare, la Fater allestirà un apposito impianto per il trattamento e il recupero di pannolini e assorbenti, in grado di trattare, una volta entrato a regime, circa 5.000 tonnellate di prodotti assorbenti per l’igiene personale.
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