Triplicata la raccolta di moduli fotovoltaici a fine vita. Un progresso evidente (+211%) quello evidenziato durante la presentazione del Rapporto Cobat 2014 da parte di Michele Zilla, direttore generale di Cobat, avvenuta alla presenza del vice presidente di Legambiente Stefano Ciafani, del presidente di Cobat Giancarlo Morandi, del presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati Ermete Realacci e dell’economista indiano Pavan Sukhdev, presente in rappresentanza del progetto ONU TEEB (The Economics of Ecosystem and Biodiversity).

Secondo i dati del Rapporto Cobat 2014 si è passati dai 22.500 kg raccolti nel 2013 ai 70.000 kg dello scorso anno, dovuto soprattutto al termine del ciclo vitale dei moduli installati nei primi anni novanta. Una filiera di raccolta strutturata da Cobat, nel 2011, in anticipo rispetto a quanto poi previsto dalla Direttiva Europea 2012/19/UE sui RAEE (recepita con il D.Lgs. 49/2014).

I dati inclusi nel Rapporto Cobat 2014 hanno tracciato quelli che sono stati i risultati ottenuti anche in altri campi, non soltanto per quanto riguarda la forte crescita della raccolta di pannelli solari a fine vita. Per quanto riguarda i RAEE il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo è passato da una raccolta di 105.983 kg (2013) ai 7.519.568 del 2014, circa 70 volte superiore al dato precedente. In aumento anche i centri raccolta, passati da 44 a 777, con la categoria R3 (TV e monitor) che evidenziato il maggior quantitativo raccolto (oltre 6 milioni di kg).

Un altro esempio è il settore “Pile e accumulatori”, con il recupero di circa il 55% dell’immesso al consumo per quanto riguarda la sfera industriale e i veicoli e il 30% di pile e accumulatori portatili. Si aggiungono infine gli PFU-Pneumatici Fuori Uso, con il quantitativo gestito da Cobat cresciuto del 40% rispetto al dato 2013 (oltre 7 mila kg nel 2014).

Un sistema di raccolta che deve però continuare a guardare al futuro, preparandosi al recupero dei rifiuti che verranno prodotti nei prossimi anni. A questo proposito il Consorzio ha avviato nel 2014, in collaborazione con l’’Istituto di Chimica dei Composti Organometallici (ICCOM) del CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche, uno studio di fattibilità per testare una tecnologia in grado di trattare gli accumulatori al litio esausti. Come ha sottolineato Giancarlo Morandi, presidente Cobat:

Forti di un’esperienza di oltre 25 anni –nella raccolta e nel riciclo di accumulatori al piombo e pile portatili esausti su tutto il territorio italiano, abbiamo messo a disposizione di tutti i rifiuti tecnologici le nostre competenze e la nostra rete. Il risultato è una gestione efficiente e sostenibile, sia da un punto di vista economico che ambientale.

Non possiamo però fermarci a questi risultati. Lo sguardo è rivolto al futuro, perché i prodotti di oggi sono i rifiuti di domani. Per rimanere al passo con l’’incessante innovazione tecnologica, abbiamo puntato sulla ricerca di nuovi sistemi di trattamento e riciclo per prodotti che in pochi anni sono diventati di massa, come nel caso delle batterie al litio”.

Come ha aggiunto in conclusione Michele Zilla, direttore generale Cobat:

“Abbiamo voluto presentare il nostro Rapporto 2014 per condividere gli importanti risultati conseguiti finora e al tempo stesso fissare i prossimi traguardi da raggiungere.

Ci proponiamo per i prossimi anni di investire nel potenziamento dei servizi offerti nelle filiere dei RAEE, dei moduli fotovoltaici giunti a fine vita e degli PFU. L’’obiettivo è fornire un servizio sempre più integrato e su misura, al servizio delle esigenze dei Produttori e Importatori”.

22 maggio 2015
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I vostri commenti
pietro mengotto, mercoledì 3 giugno 2015 alle11:48 ha scritto: rispondi »

E come vengono riciclati i moduli fotovoltaici? macinato tutto insieme o materiali separati e recuperati?

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