Riciclare plastica per sfamare i cani randagi: è questo il singolare progetto di un’azienda turca per garantire la pulizia delle città e, al contempo, tutelare gli animali di strada. Il tutto grazie a uno speciale apparecchio, pensato per distribuire acqua e crocchette quando si gettano bottiglie di plastica vuote nel suo raccoglitore.

Si stima che in Turchia vivano ben 150.000 esemplari tra cani e gatti randagi, molti dei quali abbandonati al loro destino e privi dei viveri di base necessari alla loro sopravvivenza. Così Pugedo, la società protagonista di questo progetto, ha deciso di creare uno “Smart Recycling Box”, un dispositivo capace di coniugare rispetto dell’ambiente e degli animali.

L’apparecchio assomiglia molto ai cassonetti per la raccolta del vetro: sulla parte superiore due aperture, una per svuotare l’acqua rimasta nelle bottiglie, l’altra per inserire l’oggetto, che verrà quindi spedito in un centro di smistamento e riciclo. A lato e ad altezza di cane, invece, un’apertura con due ciotole per acqua e crocchette. A ogni bottiglia recuperata corrisponde il rilascio di un certo quantitativo di cibo e di acqua, quindi più si ricicla più si sfamano gli animali randagi.

Il sistema, reso pubblico grazie a un video su YouTube e già diventato virale, potrebbe essere una risposta efficace nella contenzione non solo dell’inquinamento, ma soprattutto dei problemi connessi al randagismo. I cani di strada, infatti, spesso causano disordini pubblici poiché distruggono sacchi dell’immondizia o rovesciano cassonetti alla disperata ricerca di cibo. Con questo sistema, invece, la pulizia è garantita e anche altre conseguenze nefaste: non capita di rado che i quattro zampe si lancino in accese liti per conquistare quelle poche pietanze rinvenute nella spazzatura, un sistema capillare di distribuzione di viveri potrebbe quindi incentivare la convivenza pacifica. Ovviamente non si tratta di una soluzione definitiva al problema, ma solo di una strategia tampone: senza specifici programmi di sterilizzazione, infatti, il numero di quadrupedi in circolazione non può che essere destinato alla crescita continua. Di seguito, il video di un’installazione di test.

25 luglio 2014
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lucia, sabato 26 luglio 2014 alle23:05 ha scritto: rispondi »

Ottimo sistema

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