Due le petizioni in corso che hanno catalizzato l’attenzione di molti sostenitori dei diritti degli animali, la prima lanciata da Alfonso Pecoraro Scanio via Change.org e la seconda da Avaaz, con il sostegno di Enpa (Ente nazionale protezione animali), Lipu Birdlife Italia e un gruppo nutrito di associazioni quali Cabs, Lac, Lav, Oipa, WWF e Animalisti Italiani Onlus. L’obiettivo è quello di sollecitare il Senato a dare una risposta netta nei confronti dell’utilizzo dei richiami vivi in dotazione alla pratica della caccia. Per richiami vivi si intendono tutti quegli uccellini in transito per il periodo della migrazione, utilizzati come esche per le prede da cacciare.

I piccoli migratori sono uccellini come pettirossi, storni, fringuelli che, concluso il periodo della nidificazione, si spostano verso terre calde del Sud Europa alla ricerca di tranquillità. La cattura avviene tramite le reti, per poi finire in gabbie anguste al buio e spesso vittime di sevizie. Molti di loro vengono accecati, trasportati all’esterno e trasformati in esche vive. Una crudeltà che la legge nostrana per ora consente, ma che il 25 febbraio scorso l’Unione Europea ha rimarcato come proibita avviando una procedura d’infrazione contro l’Italia. Facendo così la UE si affianca virtualmente al cammino degli animalisti e delle associazioni, che da anni lottano per eliminare i molti privilegi in favore dei cacciatori.

Il Senato voterà entro lunedì l’emendamento riguardante i richiami vivi, modifica che alla Camera non è passata per pochi voti. L’obiettivo è quello di ridiscutere l’articolo 16, comma 1 del decreto 91 che, nonostante il richiamo da parte della UE, consente ai cacciatori italiani di usufruire di deroghe al divieto di cattura e di detenere un certo numero di richiami vivi. Molto nutrito il gruppo di politici a favore della modifica del D91. Come sostiene Danilo Selvaggi, direttore generale della Lipu-Birdlife Italia:

È una presa di posizione di grandissimo senso civico e persino coraggiosa, cui va il pieno apprezzamento della Lipu e delle centinaia di migliaia di persone che stanno sostenendo questa battaglia. Auspichiamo che il presidente Renzi, il ministro Galletti e tutti coloro che hanno facoltà di decidere la accolgano, anche per onorare il semestre europeo.

La prima trance di firme raccolte è già stata consegnata al Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, molte altre stanno riempiendo le due piattaforme come segno tangibile del forte interesse da parte dell’opinione pubblica.

18 luglio 2014
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