La tradizione della Befana rappresenta, dal punto di vista della cultura nostrana, la figura di una vecchina che a cavallo di una scopa solca i cieli nella notte tra il 5 e il 6 gennaio. Dal punto di vista del folklore pagano è simbolicamente il momento finale delle feste, la conclusione del Natale e l’esordio del nuovo anno. Anticamente si festeggiava la morte e la rinascita della natura, e la sua figura era legata alla semina dei campi.

Un ruolo importante quello della Befana che, negli anni e nei secoli, ha assunto connotati differenti legando la sua immagine all’infanzia e ai doni delle feste. Per la cultura cristiana i Re Magi, non trovando la capanna del bambinello, chiesero informazioni a una vecchina. Ma nonostante le insistenze dei tre la donna non volle abbandonare la sua casa per far visita al piccolo Gesù, e una volta pentitasi uscì donando cibo e regali a tutti i bambini nella speranza fossero il nuovo nato di Natale.

La notte del 6 gennaio, in molte paesi, un fantoccio raffigurante una vecchia viene bruciato come simbolo propiziatorio. Il gesto possiede un doppio significato: sia come conclusione dell’anno appena terminato, mentre nel Medioevo possedeva una valenza pagana quindi osteggiata dalla Chiesa e bruciata sul rogo in qualità di strega se pur benevola. La presenza dei doni nella sua borsa è comunque un gesto propiziatorio. La simpatica vecchina li distribuirebbe in base al comportamento assunto durante tutto l’anno.

E in presenza di un atteggiamento poco educato la Befana punirebbe il malcapitato consegnandogli del carbone. La tradizione del pezzo di colore nero è stata tramandata e conservata nel tempo, ma il carbone si è trasformato in un vero dolcetto masticabile da gustare. E come ogni anno il 6 gennaio la vecchina, a cavallo della sua scopa, attraversa i cieli per consegnare i doni. Vestita con abiti logori e sporchi si cala per i camini per infilare i regali, e il carbone, nelle calze dei bambini appese al caminetto.

Per aiutare la simpatica vecchina è possibile realizzare il carbone con le proprie mani, sgravando l’anziana già molto impegnata. Per preparare il dolcetto procuratevi:

  • 400 g di zucchero di canna
  • 100 g di zucchero a velo
  • 1 albume o Egg Replacer
  • poche gocce di succo di limone
  • 1 cucchiaio di alcool alimentare per dolci (in alternativa grappa o vodka)
  • colorante alimentare nero liquido
  • acqua

Il primo step per realizzare il carbone dolce consiste nella creazione del caramello, quindi versate 300 gr di zucchero in una padella con circa 4 bicchieri di acqua. Mescolate direttamente sulla fiamma dolce portando a ebollizione, senza permettere allo zucchero di bruciarsi. Dopo circa 15 minuti il caramello apparirà giallo biondo e sarà pronto. A parte preparate la glassa versando in una ciotola l’albume, lo zucchero avanzato quindi lo zucchero a velo, e montate tutto a neve ferma. Completate unendo le gocce di limone, il cucchiaio di alcol e il colorante alimentare (non necessariamente solo nero).

Mixate la glassa colorata con il caramello e mescolate velocemente con la frusta (anche elettrica) per amalgamare, sfruttando sempre la fiamma basa del fornello. Il composto si gonfierà leggermente, spegnete la fiamma e attendete che il composto cessi di lievitare. Versate tutto in uno stampo, o in una padella leggermente unta d’olio, quindi lasciatelo raffreddare. Spezzettatelo grossolanamente con un coltello, simulando la forma del carbone, e avvolgetelo in uno strato di carta trasparente per alimenti (o carta da forno). Distribuitelo nelle calze dei vostri bimbi in compagnia di cioccolatini, biscotti e frutta di stagione.

3 gennaio 2014
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