Ricci come animali domestici, non è follia ma è la nuova tendenza che gli USA stanno cavalcando proprio ora. Sempre più statunitensi li preferiscono al classico cane e gatto, forse perché meno impegnativi, più silenziosi e riservati. Del resto per allevarli pare non siano necessarie molte fatiche perché i piccoli, dal corpo ricoperto di aculei, sono in realtà esemplari piuttosto indipendenti. Non necessitano di passeggiate e aree sgambo o di guinzagli, possono condurre la loro esistenza all’interno delle case o di un giardino. L’importante è che non vi siano pericoli e pertugi troppo stetti che possano pregiudicare la loro salute.

Gli americani, sempre di corsa e troppo impegnati, pare li preferiscano al classico compagno a quattro zampe. Inoltre sembra siano particolarmente puliti, con costi molto bassi per la loro alimentazione e che sappiano difendersi da soli appallottolandosi. Eppure, il simpatico animaletto domestico in realtà è un esemplare selvatico che in ben sei stati non può essere detenuto in cattività. Secondo l’allevatore Jill Warnick del Massachusetts, che da tempo li alleva, 20 anni fa la richiesta era quasi nulla mentre ora la lista di attesa conta ben 500 persone smaniose di possedere un riccio, con tanto di documentazione da compilare.

Il piccolo con gli aculei può vivere in un giardino ben recintato senza problemi, godendosi l’aria fresca e l’erba in attesa che il proprietario torni a casa dal lavoro. L’impegno è davvero limitato e non richiede la presenza di coccole e carezze. Tra le più diffuse, la variante del riccio africano, più chiara rispetto all’esemplare comune. Come sostiene l’allevatrice Jennifer Crespo, la moda può aver trovato inizio con la diffusione di un videogioco con un riccio come protagonista, ma il resto è arrivato tramite la creazione di forum, piattaforme e social network a tema. In Oregon il riccio Biddy è una celebrità proprio grazie a Instagram con i suoi 370.000 seguaci, mentre il National Geographic ad aprile ha dedicato una copertina al riccio sottolineando la nuova tendenza.

Ciò che preoccupa il Dipartimento dell’Agricoltura a stelle e strisce è l’eccessivo presenza di esemplari senza un’adeguata registrazione e dichiarazione. La loro tendenza alla riproduzione potrebbe sovvertire gli equilibri della fauna selvatica, infatti gli esperti temono che dopo la moda in molti vogliano sbarazzarsi dell’animaletto liberandolo in natura. Infine il contatto con l’animaletto potrebbe portare alla salmonella, se non adeguatamente gestito. A dispetto di quanto si possa pensare, il riccio è un animale molto delicato, il continuo contatto gli crea stress e un’alimentazione errata potrebbe condizionare le sue aspettative di vita.

6 giugno 2014
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