Le batterie dei cellulari in un futuro non troppo lontano potranno essere ricaricate ovunque grazie all’urina. Basterà indossare dei calzini che integrano fuel cell microbiche in grado di convertire il liquido in elettricità pronta all’uso. La tecnologia è frutto delle ricerche di un’équipe di scienziati della University of Western England. Il prototipo del caricabatterie fuel cell a urina è stato descritto sulla rivista scientifica Bioinspiration and Biomimetics in un articolo firmato dal Dr. Ioannis Ieropoulos del Bristol Robotics Laboratory.

Il singolare generatore presenta una struttura a forma di calzino che si adatta alla forma del piede. Il dispositivo è composto da tubi di gomma, da una pompa e da fuel cell microbiche (MFC). All’interno delle celle a combustibile si trovano dei microrganismi presenti anche nel terreno e all’interno dell’intestino. I microrganismi si cibano dei fluidi corporei e producono elettrodi fornendo elettricità ai dispositivi portatili.

I ricercatori hanno sperimentato la tecnologia fissando su ciascuna caviglia 12 fuel cell microbiche flessibili applicate a una struttura in fibra di carbonio. La pompa è stata incorporata nella calza in modo da permettere all’urina di fluire facilmente nei tubi fino alle fuel cell microbiche ed essere trasformata in elettricità.

L’elettricità prodotta dalle fuel cell è riuscita ad alimentare un trasmettitore wireless collegato a un pc trasmettendo ogni 2 minuti un messaggio di prova. Gli scienziati puntano a utilizzare il generatore elettrico a urina in campo militare e nei kit di sopravvivenza.

Grazie a una fonte energetica sempre disponibile qual è l’urina sarà possibile inviare richieste d’aiuto e comunicare facilmente anche in aree remote senza accesso alla corrente elettrica.

In situazioni d’emergenza il dispositivo alimentato da urina potrebbe trasmettere le coordinate delle persone disperse ai soccorritori. Dal momento che il generatore si alimenta con l’urina il suo corretto funzionamento indicherebbe inoltre la presenza di superstiti in caso di calamità naturali.

22 dicembre 2015
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I vostri commenti
Paolo, martedì 22 dicembre 2015 alle20:12 ha scritto: rispondi »

Scusate, fatemi capire, bisogna fare la pipì nelle scarpe? Boh?!

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