Ribes nero e mirtilli efficaci quanto le bacche di goji o di açaí. Queste le indicazioni che arrivano dal Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano, secondo cui i nostri alimenti della salute potrebbero in diversi casi competere con i cosiddetti superfoods, tra i quali spesso figurano anche semi di chia e tè verde matcha.

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Il CTCU afferma come in alcuni casi le proprietà riconosciute ai veri “superfoods” non siano state del tutto comprovate. Inoltre tali cibi sarebbero, prosegue l’associazione, del tutto sostituibili con alcuni prodotti nostrani. Come ha sostenuto Silke Raffeiner, esperta di alimentazione del “Centro Tutela Consumatori Utenti”:

Le panacee non esistono e i ‘superfoods’ non sono né irrinunciabili, né tantomeno possono sostituire un’alimentazione orientata al fabbisogno nutrizionale. È molto più importante che l’alimentazione nel suo insieme sia bilanciata e variegata – in questo modo i nutrienti dei vari alimenti si completano a vicenda.

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Ecco quindi che gli stessi benefici associati alle ormai acclamate bacche di Goji sarebbero garantiti anche dal più locale ribes nero (o ribes nigrum), ricco di vitamina C e antociani. Il ribes sarebbe in grado di sostituire anche il meno usuale, anche se ormai familiare, melograno.

Le proprietà riconosciute alle bacche di Açaí sarebbero invece offerte anche da mirtilli neri e bacche di sambuco. I semi di chia e le loro azioni curative troverebbero invece un corrispettivo nostrano nei semi di lino, questi ultimi ricchi di omega-3, fibre, calcio e ferro.

Secondo il CTCU non sarebbe stata al momento comprovata la maggiore efficacia del tè matcha rispetto agli altri “verdi”, che si confermerebbero delle ottime ed economiche soluzioni alternative al più costoso “superfood”.

Anche la cosiddetta “erba di grano” non sarebbe secondo gli esperti altoatesini da considerare insostituibile, ma anzi troverebbe valide sostituzioni nei broccoli e nel cavolo, entrambi ricchi di vitamina C, calcio e ferro.

5 aprile 2017
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